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"Qui mi sento davvero a casa". Parole al miele di Gian Piero Gasperini per l'Atalanta, il tecnico si racconta in una lunga intervista a tutto campo a Sportweek e non esclude un lungo futuro alla guida della Dea: "Se mi immagino di restare a lungo a Bergamo come Ferguson allo United? Direi di sì, sono inserito perfettamente nella città, vivo davvero bene qui. In questo caso non credo sia questione di risultati. Io rimarrò sempre legato a questa avventura e lo stesso credo valga per i tifosi. Ma conosco il calcio, industria che ha bisogno di risultati, e non faccio programmi. So che il mondo gira in un certo modo e ne accetto le regole. Ma io qui mi sento davvero a casa. E le aggiungo una cosa: se non riesci a farlo qui, un progetto calcistico, non riesci a farlo da nessuna parte".

ESPERIENZA IN UNA SOCIETA' PIU' GRANDE - "Se vorrei farla? Da una parte sì, ma dall'altra metto molti più paletti di prima. Sono in una situazione veramente privilegiata. Schiodarmi da qui non sarà facile...".

OBIETTIVI - "Noi, in questi anni, gli obiettivi ce li siamo costruiti strada facendo. Ce li siamo sempre costruiti partita per partita. In Champions l'opportunità di passare il turno esiste ma non è facile e certo non è scontato l'esito. In Champions ci poniamo solo quell'obiettivo e, pensando alla nostra dimensione, sarebbe bellissimo. Il campionato quest'anno è strano, abbiamo fatto molto bene e potevamo avere, alla fine del girone d'andata, dei punti in più. Abbiamo conosciuto, diciamo così, episodi non fortunati. Pensi all'infortunio di un giocatore come Zapata. Alcune squadre come Napoli, Milan, Torino, Fiorentina hanno faticato, anche se sono certo che potranno migliorare, di qui in avanti. a me piacerebbe, a fine stagione, rimanere in Europa. Arrivare nuovamente in Champions sarebbe, per noi, quello che, per altre, è vincere uno scudetto".

CORSA SCUDETTO - "Tutti pensano, e io con loro, che la Juventus, per la forza della sua rosa, sia la squadra più forte del campionato. Viene da otto scudetti consecutivi e perciò si ritiene che l'esito sia già scritto. Però se si arrivasse alle ultime dieci partite con una classifica come quella di oggi, io penso che possa succedere di tutto. La Lazio che ha fatto dieci vittorie di fila, l'Inter che ha disputato un girone d'andata straordinario sono concorrenti reali. Poi l'Inter è uscita molto rafforzata dal mercato di gennaio. Vedremo. Io dico che molto è possibile, è un campionato aperto. Mancano quindici partite e la novità è che ora le contendenti hanno preso fiducia, ci credono".
IL VAR HA FALLITO - "Episodi arbitrali? E' sempre antipatico parlarne, ma effettivamente ci sono stati tanti episodi, in tante partite. E' antipatico che lo dica io, ma è evidente. Dalla finale di Coppa Italia con la Lazio in poi... Troppi episodi. Per non cadere loro nel discorso dell'Atalanta devo dire che in generale sono stati troppi gli errori, fino a determinare molti dubbi sull'utilizzo della VAR. A mio parere ha totalmente fallito. Il suo obiettivo, cioè fornire giustizia in episodi eclatanti, si è risolto nel contrario. La VAR ha finito col creare dubbi anche più grandi. Di fronte a certe immagini evidenti sbagliare valutazioni così nette diventa un boomerang, molto pericoloso. Il rigore non concesso contro l'Inter a San Siro? Toloi. Mi aveva fatto più male quello della finale con la Lazio. Ormai ci abbiamo fatto il callo. Questa ha avuto una risonanza enorme perché giocavamo contro l'Inter, diversamente sarebbe stata molto meno notata".

VALENCIA - "E' una grande sfida. Abbiamo l'opportunità di scrivere un'altra pagina di storia, per l'Atalanta. Il Valencia è una squadra difficile, rimane una formazione forte e importante. Noi, sembra un sogno, abbiamo l'opportunità di entrare nei quarti di finale della Champions League. Se avessimo incontrato il Barcellona o il Liverpool, il verdetto sarebbe stato segnato. Così, invece, possiamo giocarcela. Io ho fiducia, diciamo che le possibilità di vittoria sono al 50 per cento".

NAZIONALE - "Non lo so. E' una domanda che mi mette in difficoltà. Mi piacerebbe, perché sarebbe il coronamento del mio percorso da allenatore, ma non so se sarei la persona giusta. Sarebbe il massimo, lo so, ma è un ruolo in cui non mi vedo. Mi piace troppo il campo. La Nazionale la selezioni, non la alleni".

ATALANTA LEICESTER D'ITALIA - "Se mi chiede se l'Atalanta ora può vincere lo scudetto, mi verrebbe da dirle un no secco. C'è una disparità incredibile Guardi quanto hanno speso gli altri. L'Atalanta vende, gli altri spendono. Non è solo una questione economica, io sono il primo a dare importanza al gioco, ma la dimensione societaria conta. Quella del Leicester è stata una favola, per questo la si ricorda. Per vincere noi lo scudetto dovremmo trovare un anno in cui tutte le big andassero male, come successe al Leicester".