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La questione degli insulti indirizzati a Gasperini dai tifosi della Fiorentina, e della sua replica piccata, è delicata e ampia. Dagli spalti gli hanno gridato “figlio di p…“ e l’allenatore dell’Atalanta, alla fine della partita, ha risposto pubblicamente: “I figli di p… sono loro“. 

Ridurre questa storia a un semplice “siamo tutti Gasperini“, come qualcuno ha fatto, oltre che demagogico è anche ingiusto: noi non siamo Gasperini, perché nella circostanza è stato estremamente maleducato. Lo sono stati prima di lui i tifosi della Fiorentina, sia chiaro, ma rispondere con la maleducazione alla maleducazione non è un grande esempio. Soprattutto se si è un personaggio pubblico. Poteva reagire con maggiore signorilità, replicando senza usare quei termini; allora sì che avrebbe scavato un baratro tra lui e chi lo aveva insultato per primo

Ma decisamente più importante è la questione degli insulti negli stadi. Che ascoltiamo spesso, quasi sempre. Vanno quindi accettati? Assolutamente no, ci mancherebbe. Occorre però avere una linea comune e coerente: o si condannano sempre, oppure mai; o si scatena una polemica sempre, e si valutano anche sanzioni adeguate per chi ne è protagonista, oppure mai. Quanti sono i calciatori e gli allenatori che vengono fatti oggetto di cori come quelli di Firenze? Lo stesso Gasperini, appena cinque giorni prima, ne era stato vittima, in quella circostanza erano stati i tifosi dell’Inter a rivolgerglieli. 

Percassi, presidente dell’Atalanta, ha commentato furibondo: “L’arbitro doveva sospendere la partita”. Comprendiamo la sua indignazione, ci chiediamo come mai sia esplosa improvvisamente in questa partita e non le altre volte - decine, centinaia - nelle quali ha ascoltato quei cori, così come ha fatto chiunque giri per gli stadi. C’era qualcosa di nuovo o di diverso rispetto al solito, l’altra sera a Firenze? 

Fare la morale e diventare moralisti è semplice, però in seguito bisogna essere coerenti. E allora cosa farebbe Percassi se quei cori si dovessero sentire un giorno a Bergamo? Chiederebbe all’arbitro di sospendere la partita? Oppure i tifosi dell’Atalanta non sono mai caduti e non rischiano di cadere in atteggiamenti così maleducati? 

Siamo sempre per l’educazione, la correttezza, la civiltà. E siamo pronti a sostenere qualsiasi battaglia nel nome di questi principi. Basta non cadere nell’ipocrisia.

@steagresti