Sarà il derby di Milano numero 223 della storia. Da una parte il Milan che vuole mantenere il distacco, e il terzo posto, dall'Inter. Rino Gattuso presenta la sfida di domani sera in conferenza stampa.

SULLA CRESCITA DEL MILAN RISPETTO AL DERBY D'ANDATA: "Ogni derby ha una storia a sé, non dobbiamo pensare a quello di quattro mesi fa. Sento dire che l'Inter è morta, che siamo favoriti. Non esistono favoriti nel derby, dobbiamo giocare con il cuore e prepararla bene. Dobbiamo giocare con intelligenza, abbiamo fatto il record d'incasso ma rispettiamo l'Inter, ci può mettere in grande difficoltà'.

SE E' LA PARTITA PIU' IMPORTANTE DEGLI ULTIMI 5 ANNI: 'Ci giochiamo tanto ma è come le altre. Non mi preoccupa la partita, ma cosa ti può lasciare se va male. Non so se sia la più importante, giochiamo contro una squadra alla quale possiamo fare male ma ci può fare male anche lei. Farla bene ci darebbe qualcosa in più a livello mentale, bisogna concentrasi solo su questa partita'.

ESAME DI MATURITA': 'Mi allaccio alle parole di Calhanoglu: è una partita che ci può aiutare a tutti, siamo tutti giovani'.

TENTAZIONE BIGLIA: 'Domani lo vedrete'.

SUL MOMENTO DELL'INTER: 'Non sono abituato a pensare gli altri, devo pensare alla mia. Non sono dentro lo spogliatoio dell'Inter'.

SU PIATEK: 'La differenza la deve fare il collettivo, non uno solo. Ne ho visti pochi, in vita mia, che vincono le partite da soli. Bisogna vincere con il collettivo e con il gioco di squadra'.

SU SPALLETTI A RISCHIO: 'Non lo so, quando vedo in discussione un allenatore è per i risultati. Io non ho mai pensato all'esonero, ma a mettere la squadra bene in campo e agli obiettivi. Non volevo lasciare qualcosa durante la settimana, il programma ogni settimana si fa e si consegna alla segretaria. Noi non abbiamo mai pensato di lasciare la squadra. Rivincita? Nessuna, dobbiamo continuare a credere nella Champions league, a far crescere i giocatori. Il calcio è bello anche per questo , guardate Allegri. Tutti si sono rimangiati quanto detto, fa parte del nostro lavoro. Anche se qualcuno può dire qualcosa di non corretto, va accettato'.

SU COME STANNO I GIOCATORI: 'Queste sono delle partite, per come mi piace la gestione del gruppo, dove si deve parlare il meno possibile. Da giocatore mi piaceva prepararla con silenzio e professionalità, non mi piaceva essere punzecchiato e così faccio da allenatore. Si sente la partita, abbiamo lavorato sul campo, poche urla e incitamenti perché la pressione c'è'.

SU ICARDI: 'Mi viene difficile rispondere a questa domanda: per come vedo il calcio io, penso che anche il giocatore più forte al mondo deve avere rispetto per gli altri componenti dello spogliatoio. Le squadre si costruiscono lì. Il rispetto è fondamentale ma non solo dal giocatore ma anche da chi lo rappresenta. Lo spogliatoio è sacro, il rancore va sempre messo da parte'.

SULL'ASPETTO MENTALE: 'E' una partita dove non esiste una favorita. Bisogna controllare le emozioni, bisogna arrivarci con grande mentalità e con la testa fresca. Dobbiamo dimostrare sul campo'. SULLA COPERTA CORTA E SULLA CORSA AL SECONDO POSTO: 'Dobbiamo arrivare in Champions League, no è importante se da secondi o terzi. Il Napoli ha un vantaggio ampio ed è molto forte. Ha qualcosa già di noi, da un po' di anni è sempre là. Non è un problema la coppa per il Napoli. Non sono un sarto, non ho ancora finito bene i miei vestiti. Ancora qualche manica la faccio più lunga dell'altra'.

SULLA SCINTILLA: 'Non c'è stato un momento preciso, non dovevamo dimenticarci le prime sette partite di questo campionato. Giocavamo un calcio diverso, facevamo fatica a portare punti a casa. Prendevamo sempre gol fino alla quattordicesima. Noi siamo simili all'Inter in alcune cose, il fatto di non prendere gol e ribaltare le partite nel finale, ci ha dato fiducia'.

QUANTO SENTE SUO QUESTO MILAN: 'Ho sempre pensato che l'allenatore incide al 30%. Bisogna avere un gruppo di lavoro e disciplina, credere in quello che fai. Il merito è dei ragazzi, giovani ma stanno crescendo a livello mentale. Anche della società, una piccola percentuale sarà mia e del mio staff'.

SUI CALCI PIAZZATI: 'Da un anno e mezzo abbiamo preso pochi falli, anche se nelle ultime 3-4 partite abbiamo avuto qualche punizione dal limite. Vedo calciare i miei giocatori, alcuni calciano davvero bene. Dobbiamo essere bravi a prendere qualche punizione in più'.

SULLA MENTALITA' DI PIATEK: 'Io ho fatto poco con il Pistolero. Non parlo nemmeno tantissimo con lui perché è uno che non ama perdersi in chiacchiere. Adesso inizia a sorridere un po' di più, i primi giorni pensavo fosse arrabbiato con me (ride, ndr). È un personaggio al quale piace lavorare, viene al campo anche nei giorni liberi e in questo momento non serve nemmeno parlargli perché sa quello che deve fare. Va bene così'.

SULLA STANCHEZZA: 'Non sempre si sente: guardate la Juve, contro l'Atletico ha tirato fuori cuore, grinta, senso d'appartenenza. I miei giocatori non hanno una stanchezza fisica, altrimenti non si fanno corse di 30-40 metri a raddoppiare. Ci sono giocatori a cui stiamo chiedendo qualcosa in più, ma la priorità è essere più solidi e compatti'.

SULLE PAROLE DI BERLUSCONI E SUSO TREQUARTISTA: 'Non l'ho sentito in questi giorni, quello che dice il Presidente bisogna rispettarlo. Io faccio le scelte'.

SULLA SQUALIFICA SVENTATA: 'Se voglio diventare un allenatore bravo non posso permettermi di lasciare la squadra senza allenatore, è già la terza volta. Non devo discutere con i giocatori avversari, ho sbagliato'. 

SU MUSACCHIO: 'E' cresciuto molto, ma i meriti della fase difensiva vanno dati a tutti, non solo ai difensori. Musacchio non è solo forte fisicamente, sbaglia pochi palloni tecnicamente. Riesce ad imbucare sempre. Il segreto di oggi è questo'. 

SUL MANDARE KO L'INTER: 'Se abbiamo voglia? Secondo voi? Tantissimo. E' un incontro di calcio, la rabbia va quantificata. Ci vogliono testa e lucidità. Domani bisogna avere tanto rispetto dell'avversario'.