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Cuore rossonero. Rino Gattuso, ex centrocampista del Milan e ora allenatore del Pisa in Lega Pro, ha dichiarato in un'intervista al Corriere dello Sport: "Bisogna ringraziare la famiglia Berlusconi e Galliani per quello che hanno fatto. Per 20 anni il Milan è stato uno dei club più importanti al mondo, per quello che esprimeva sul campo e per l'organizzazione della società. Negli ultimi anni non è più il Milan. Ci sono meno soldi, ma sono soprattutto le scelte che lasciano a desiderare. Si parla di giovani e poi dopo 6 mesi vengono ceduti in prestito, poi si punta su un allenatore giovane e si cambia subito idea. Una volta tutto questo non succedeva". 

"Maldini e Albertini sostengono che sia finita un'epoca e che il Milan non si sia attrezzato? La dimostrazione è la Juventus, la prima squadra italiana che, cambiando, ha preso uno stile inglese o tedesco. La Juve ha uno stadio di proprietà e soprattutto ha messo gli uomini giusti al posto giusto. C'è stata una rivoluzione nel club, per 4-5 anni non riuscivano a centrare gli obiettivi ed è stata creata una società nuova. L'esempio per il Milan oggi deve essere la Juve. In questi anni aver cambiato spesso l'allenatore non ha portato a niente, quando si cambia bisogna cominciare tutto daccapo. C'è bisogno di programmazione e si deve avere massima fiducia nel tecnico". 

"Balotelli? Io dico solo che il singolo non ti porta da nessuna parte, magari qualche partita te la può far vincere, ma alla fine prevalgono la squadra, le regole, la disciplina e il sacrificio: quando ho vinto da giocatore, c'è sempre stato tutto questo. Quanto a Balotelli ora di tempo ne ha di meno per tornare al livello dei suoi primi anni in A, ma la sua priorità è recuperare dalla pubalgia e dimostrare in campionato che è migliorato. Tocca a lui mettere in difficoltà il ct della Nazionale, Antonio Conte per l'Europeo". 

"L'Inter può vincere lo Scudetto? Nella squadra di Mancini rivedo la Juve di Capello: è forte fisicamente, non gioca un calcio bellissimo, ha giocatori antipatici, duri, che si fanno odiare in campo, e quando hai gente di questo tipo è difficile perdere. Come Felipe Melo? Sì, ma anche Medel e la linea difensiva che è sempre cazzuta, sempre sul pezzo, non mollano un centimetro, è una squadra rognosa". 

"Sogno di tornare al Milan come allenatore? Il mio sogno è fare questo lavoro come lo sto facendo adesso, alzarsi la mattina ed essere contento di andare al campo. E’ normale che vorrei vincere qualcosa di importante, ma ho la passione e l’umiltà di imparare. Io oggi mi sento realizzato".