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Genoa, 30 anni dopo Miura un altro giapponese può diventare rossoblù

Genoa, 30 anni dopo Miura un altro giapponese può diventare rossoblù

  • Marco Tripodi
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Il suo passaggio in Italia nell'estate 1994 fu epocale. Non tanto per quanto fatto vedere in campo. Per la verità molto poco. Quanto piuttosto per il fatto che l'arrivo di Kazu Miura al Genoa rappresentò l'inizio di una nuova era per il nostro calcio.

PIONIERE - Il primo giapponese ad approdare in Serie A fece da apripista non solo a molti connazionali che, con alterne fortune, negli anni successivi portarono il Sol Levante nel Bel Paese ma permise ai nostri club di allargare i propri orizzonti di mercato oltre ai confini tradizionali in cui avevano sempre pescato fino ad allora. Un'apertura che, quasi trent'anni dopo il primo samurai, che tra l'altro continua a giocare e segnare infischiandosene della carta d'identità, potrebbe ora portare al Grifone un altro attaccante giapponese. 


REVIVAL - Dal Belgio rimbalza ormai da giorni la notizia che il Cercle Bruges avrebbe offerto ai rossoblù la propria punta di diamante: Ayase Ueda. Il 24enne nipponico nella sua unica stagione nelle Fiandre ha fatto scintille, segnando valanghe di reti pur in un'annata non troppo fortunata per i neroverdi. Nel frattempo Ueda ha anche preso parte al Mondiale qatariota con la propria nazionale, dopo aver partecipato in passato a Universiadi, Copa America e Olimpiadi. 


SUGGESTIONE ROSSOBLU' - Prestazioni che hanno fatto quantomeno quadruplicare il valore di un cartellino che soltanto un anno fa era stato pagato 1,5 milioni di euro dai belgi. E che soprattutto stuzzicano la fantasia di un Grifone alla palese ricerca di un centravanti dal costo non eccessivo e in grado di dare concretezza al gioco di Alberto Gilardino. Una vera e propria trattativa al momento ancora non c'è, soprattutto poiché la dirigenza ligure pare orientata verso altri obiettivi. Ma con un mese e mezzo di calciomercato davanti tutto è possibile. Anche che quasi trent'anni dopo Miura un altro giapponese torni ad indossare la maglia del club più antico d'Italia. Possibilmente con maggior fortuna di chi lo ha preceduto.

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