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A due giorni da derby tra Genoa e Sampdoria, in programma domenica sera a Marassi, il centrocampista rossoblù Valon Behrami ha rilasciato una lunga intervista al Secolo XIX.

Nel corso della chiacchierata lo svizzero ha parlato della gara con i blucerchiati e degli altri derby disputati nel corso di una carriera lunghissima: “Ho giocato un po’ di Lazio-Roma, qualcuno di quelli a Londra ma la gara più intensa in assoluto per me è sempre stata Svizzera-Albania. Anche se in questo caso per altri motivi, non certo per rivalità cittadina. Purtroppo l’atmosfera non è quella solita, si percepisce in giro che ci sono ben altre priorità. Quando sono arrivato a gennaio la gente che mi incontrava mi raccontava del derby, mi chiedeva di vincerlo. Adesso guardo quelli che abitano vicino a me, quasi si evita di parlarsi. Tocca a noi isolarci, fare di tutto per vincerlo e regalare gioia ai nostri tifosi, uno squarcio di serenità”.

Una dei temi principali del suo intervento è stato la recente positività al Covid accusata da lui e da molti suoi compagni: “Non mi piacciono le frasi fatte, non mi piace quando si dice . Non mi sono scoperto più forte, mi sono scoperto più fragile. Non è un problema fisico, siamo ben allenati. Ho vissuto la paura per qualcosa che non conoscevo, la paura che potesse toccare i miei figli, i miei genitori, mia moglie. Meglio su di me che su di loro, pensavo. E poi per tante ore chiuso da solo in stanza, isolato dal mondo: ho scoperto il mio lato più fragile, mi ha reso più sensibile alla sofferenza degli altri. Quando sono rientrato ad allenarmi avevo poca voglia di parlare. Vedevo gli altri compagni, ne percepivo la sofferenza”.
Sofferenza che Behrami respira anche tra la gente: "Vedo in giro tanto nervosismo aggressivo, non si può esprimere un’idea, giusta o sbagliata, senza essere aggrediti da chi non è d’accordo. Capita in tutti i momenti della vita, anche a voi giornalisti: basta mezzo titolo che non piace e giù insulti e attacchi. Così si finisce per non dire nulla, si resta nel banale e a me questo non va".

Tornando ai temi del campo, Behrami fa alcuni raffronti tra l’ultimo derby, quello di luglio che lui però non giocò, e quello di dopodomani: “A luglio ero in tribuna a soffrire, per noi era la partita della vita e siamo riusciti a vincerla. Ricordo le gradinate vuote e l’importanza di quella vittoria. Loro erano già salvi, noi ci giocavamo la vita e avevamo paura. L’abbiamo vinta e abbiamo vinto il derby, avvicinando la salvezza. Adesso lo stato d’animo è diverso, siamo a inizio campionato e stiamo affrontando tante difficoltà ma c’è l’entusiasmo dell’inizio. Ma vogliamo riprovarci, con la stessa intensità di allora”.