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Far riposare i reduci dalle nazionali ora o più avanti?
Il dubbio che (presumibilmente) attanaglia la mente di Davide Ballardini in queste ore sembra avere radici quasi amletiche. 

Alla vigilia del delicato scontro diretto con la Fiorentina il tecnico del Genoa si trova davanti ad un bivio tattico. Da una parte c'è la tentazione di far tirare il fiato a chi nei giorni scorsi è volato da una parte all'altra del pianeta per onorare gli impegni della propria rappresentativa; dall'altra l'esigenza di cementare un altro mattoncino nella costruzione di quella salvezza sempre più vicina ma ancora non raggiunta affidandosi a i propri fedelissimi.
Vincere con i viola, sabato pomeriggio a Marassi, avrebbe un duplice significato per il Grifone che non solo si porterebbe a meno sei dalla fatidica quota 40, ma scaverebbe un solco tra sé e la formazione toscana, lasciandola invischiata in piena zona retrocessione. Un aspetto che non può lasciare indifferente Ballardini, anche per questo tentato di schierare la sua formazione migliore senza dover rinunciare a chi nell'ultima settimana ha dovuto fare gli straordinari, arrivando a giocare anche tre gare in sette giorni. E' il caso, ad esempio, di Badelj e Zajc, due insostituibili del centrocampo rossoblù, ma anche di Shomurodov, spesso prima scelta dell'attacco del Balla.

Concedere un turno di riposo agli otto nazionali genoani, molti dei quali devono ancora fare rientro a Pegli, sarebbe d'altro canto più che comprensibile. Tuttavia, dando un'occhiata al calendario, l'eventualità potrebbe essere posticipata alle prossime due settimane. Dopo la Fiorentina il Genoa è infatti atteso dalle sfide in casa di Juventus prima e Milan poi. Gare sulla carta proibitive, al cospetto dei due delle principali forze del torneo che Ballardini potrebbe decidere di affrontare alla stessa maniera di quanto fatto un mese fa con l'Inter. Ossia ricorrendo ad un ampio turnover per preservare forze fresche in vista dei successivi e più abbordabili impegni interni con Benevento e Spezia.