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Il Genoa continua a coltivare nutrite speranze di riportare in rossoblù Antonio Sanabria. 

L'attaccante paraguaiano, tornato da qualche settimana al Betis dopo l'anno e mezzo passato in prestito al Grifone, pare non rientrare nei piani tattici del club andaluso mentre in Liguria viene considerato una pedina importante per il reparto avanzato da affidare a Rolando Maran.

Il nodo della questione sta però nel trovare la giusta condizione di trasferimento che soddisfi entrambi le parti in causa. Da un lato ci sono i sivigliani che non vogliono più concedere il giocatore a titolo temporaneo, dall'altra i rossoblù disposti ad accogliere Sanabria in maniera definitiva ma a cifra ben inferiori a quelle pretese dagli spagnoli. Su una cosa tuttavia i due club sembrano concordare: i 18 milioni della clausola di riscatto non esercitata dal Genoa ad agosto sono una cifra attualmente fuori mercato per un giocatore che sotto alla Lanterna ha alternato cose buone ad altre meno positive. 
Il Betis (che in caso di vendita di Sanabria dovrà girare metà del ricavato alla Roma, precedente proprietario del cartellino dell'attaccante) pare disposto ad abbassare le sue richieste iniziali di almeno un paio di milioni, ma il Grifone chiede uno sforzo maggiore, mettendo sul piatto poco più di 10 milioni. Facile ipotizzare come le due dirigenze possano alla fine trovare un accordo a metà strada, considerando anche l'acclarata volontà del ragazzo di tornare a vestire la maglia del club più antico d'Italia.

Sempre che nel frattempo qualche altra società non approfitti della fase di stallo per inserirsi nella trattativa.