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Le 14 positività al Covid riscontrate negli ultimi tre giorni al Genoa fanno ripiombare il mondo del calcio nell'incubo lockdown.

Le notizie arrivate ieri sera dalla Liguria non possono non preoccupare le società calcistiche nostrane, perplesse riguardo al futuro che le attende sotto l'aspetto sanitario. Ciò che tutti temono è che quanto emerso dai laboratori rossoblù sia solo l'apice di un iceberg che per essere arginato ha come unica soluzione una nuova serrata del pallone. Ipotesi che si rivelerebbe una mazzata probabilmente letale per le casse di molti club già pesantemente gravate da quanto accaduto nella passata stagione.

In attesa di capire quali saranno le conseguenze di questa nuova ondata di contagi, e se la stessa avrà coinvolto anche altre società, ciò che appare più probabile è che la prossima gara che interesserà Il Grifone verrà quasi certamente rimandata.
Il protocollo della FIGC, a differenza di quello UEFA, non prevede un numero minimo di tesserati contagiati per far scattare automaticamente il rinvio di una partita. Tuttavia è impensabile ipotizzare che con più di un terzo dell'organico messo KO dal Covid il Genoa possa presentarsi regolarmente in campo sabato pomeriggio contro il Torino. Se non altro per scongiurare un ulteriore propagarsi del virus. Del resto la linea che la dirigenza rossoblù intende perseguire è proprio quella del rinvio, come ha spiegato ieri sera il DS Daniele Faggiano al Secolo XIX: "Ora mi spiego il crollo nel secondo tempo... Il rinvio con il Torino? Ora vediamo, penso lo chiederemo: non ci possiamo allenare" ha confidato il dirigente genoano.

Se questa sarà effettivamente la scelta della società, la palla passerà automaticamente nel campo granata. Sara infatti il club di Urbano Cairo a decidere se assecondare la richiesta rossoblù di posticipare la sfida di Marassi a data da destinarsi.