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Era prevista pioggia forte ieri a Napoli. E così è stato, non solo dal punto di vista meteorologico. Quello che si è abbattuto nel tardo pomeriggio sul San Paolo è stato un vero e proprio uragano. Una tempesta perfetta che ha spazzato via un Genoa quasi del tutto inerme di fronte alla furia azzurra.

Dopo essere rimasti aggrappati al risultato per un'intera frazione, i rossoblù hanno mollato gli ormeggi in avvio di ripresa, rimanendo in balia degli eventi per il resto della gara. Ne è scaturita una logica goleada a favore degli uomini di Gattuso che non si sono certo fatti pregare nell'infliggere al Grifone la peggior sconfitta dell'era Preziosi. Più grave, ma solo nel punteggio, delle manite rimediate per esempio a Pescara tre anni fa o con il Sassuolo a inizio estate.

Eppure oltre a tante aggravanti a questo Genoa non possono essere negate alcune attenuanti. Come l'essere partito per una delle trasferte più lunghe dell'anno soltanto poche ore prima dal fischio d'inizio e l'essere sceso in un campo tradizionalmente avaro di soddisfazioni al cospetto della squadra forse peggiore da incontrare per chiunque in questo momento in una condizione psicofisica non certo ottimale. Lo dimostrano gli orrori da matita rossa commessi da Lerager e Pandev, paradigma di una gara giocata con la spina non del tutto inserita nella presa.

Il ko del San Paolo fa molto male e rischia di lasciare dolorose cicatrici in chi sette giorni prima si era illuso che il vero Genoa fosse quello visto contro il Crotone. Ma lasciarsi abbattere definitivamente da una pesante imbarcata come quella di ieri rischia tuttavia di fare più danni della copiosa grandinata caduta su Fuorigrotta. Il pomeriggio nero vissuto ieri dovrà certamente essere archiviato al più presto. Ma, come ha saggiamente indicato Rolando Maran a fine gara, non dimenticandosene, bensì portandolo bene impresso nella testa. Al netto di tutte le attenuanti, che non dovranno trasformarsi in alibi, il match point subito al San Paolo dovrà essere un'utile lezione per il convalescente Grifone, da rimandare a memoria nel corso di una stagione che si preannuncia come sempre molto difficile. Ma siamo ancora all'inizio e far scattare i processi ora sarebbe davvero prematuro.