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Perin, Radovanovic, Badelj, Destro. L'elenco dei giocatori del Genoa rivitalizzati alla cura Ballardini è lungo e importante e si riflette nell'ottimo cammino di marcia intrapreso dai rossoblù nell'ultimo mese e mezzo.

Ma a fronte di tanti elementi che sotto l'egida del tecnico romagnolo stanno vivendo una seconda giovinezza ci sono almeno altrettanti compagni che viceversa stanno soffrendo il momento più del dovuto, capovolgendo un bilancio personale che nella prima parte di stagione era stato tutto sommato positivo. Il caso più eclatante è senza dubbio quello di Gianluca Scamacca, bomber imprescindibile per il Grifone fino a qualche settimana fa divenuto nel frattempo centravanti part-time oscurato dall'esplosione di Mattia Destro. Dopo un novembre pazzesco, con sei reti messe a segno in rapida successione tra campionato e Coppa Italia, ora il centravanti romano fa fatica anche solo a ritagliarsi un piccolo spazio a gara in corso. Nelle gerarchie del Balla, Scamacca è ormai la seconda scelta in un attacco che sembra non poter prescindere dal tandem Destro-Shomurodov.

Ma tra i derubricati rossoblù il centravanti di proprietà del Sassuolo è se non altro in buonissima compagnia. Una parabola analoga alla sua è stata infatti percorsa anche da altri ex titolari. Complice anche un fastidio muscolare che l'ha tenuto a riposo forzato per quasi un mese, Luca Pellegrini oggi non è più il padrone della corsia sinistra del Grifone. In quella zona del campo adesso agisce Lennart Czyborra, il cui grande merito è stato quello di cogliere al volo l'occasione capitagli dopo la defezione del collega.
Un altro esempio è poi rappresentato da Nicolò Rovella, astro nascente del vivaio rossoblù, nonché colpo di mercato più oneroso della Serie A nella finestra appena conclusasi. Anche per l'Harry Potter di Segrate, dopo un buon inizio di stagione, le cose si sono complicate cammin facendo, con il campo che per la verità era diventato un miraggio già sotto la guida di Rolando Maran.

Insomma se la cura Ballardini funziona per il Genoa e per molti suoi elementi per altri le cose non stanno andando altrettanto bene. Tuttavia più che delle scelte del tecnico di Ravenna questi malcapitati sembrano essere caduti vittima dell'antico adagio calcistico secondo il quale 'squadra che vince non si cambia'. Ma il campionato è ancora lungo e certamente il loro momento arriverà. A quel punto spetterà a loro dimostrare di aver imparato la lezione dai compagni portando anche il proprio contributo al volo del Grifone.