Genoa-Bologna 1-0

Marchetti 6:
uno dei genoani più attesi dopo la brutta prova di due settimane fa. Se la cava con un pomeriggio di ordinaria amministrazione.

Biraschi 6,5: fa fatica quando Okwonkwo lo punta in velocità ma alla lunga gli prende le misure mettendo un paio di pezze provvidenziali
.
Spolli 6,5: si lascia alle spalle la sciagurata prestazione con il Sassuolo tornando il lider maximo della retroguardia genoana.

Gunter 6: debutta dal primo minuto mostrando buona personalità. L’inefficacia offensiva del Bologna gli dà una mano. Si fa vedere in zona offensiva con un paio di colpi di testa potenzialmente pericolosi.

Romulo 6,5: dategli le chiavi dell’autobus e probabilmente guiderà anche quello. Del resto è abituato a vestire con disinvoltura abiti non suoi. Come oggi quando Ballardini lo schiera sull’out di destra e lui non fa una grinza nell’interpretare il ruolo con obbedienza militaresca.

Mazzitelli 5: Ballardini prova ad irrobustire il centrocampo affidandogli le chiavi della linea mediana. L’ex sassuolese non appare però sempre troppo sicuro di quel che fa.

(dal 34' st Pereira SV: dentro per far legna nel finale)

Hiljemark 6: la sua gara dura poco meno di un’ora, tempo nel quale mette in mostra il solito repertorio di corsa e muscoli al servizio del collettivo.
(dal 13’ st Lazovic 6,5: contribuisce a far salire la squadra con le sue discese che spaccano a metà la retroguardia felsinea).

Criscito 6: nobilita una partita anonima con l’assist che Piatek trasforma in oro. Comunque decisivo.

Bessa 5,5: non è un trequartista, non è centrocampista. E infatti fa male in entrambe le zone, anche se nel secondo ruolo dimostra di trovarsi meglio che nel primo.

Pandev 5: avanzato a supporto di Piatek sforna una prestazione assolutamente anonima ma non solo per colpa sua.

(dal 16’ st Kouamé 6,5: sguscia tra le maglie della difesa felsinea come un anguilla mettendo a soqquadro la pattuglia arretrata di Inzaghi con un paio di giocate da fenomeno).

Piatek 7,5; due tiri un gol. La sua gara, in soldoni, è tutta qui. Ci vuole una sua magia per decidere una partita brutta e destinata a restare priva di emozioni.


All. D. Ballardini 6: torna all'antico riproponendo quel 3-5-2 che tante gioie gli ha dato nella passata stagione. Ma il merito di questi tre punti va ascritto principalmente a Piatek, autore dell'ottava rete in quattro gare, che decide una gara il cui esito sembrava scritto nel marmo.