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Genoa-Spal 1-1

Radu 7:
strepitosa la triplice parata che sfodera, con l’aiuto del palo e di Romero, al tramonto del primo tempo. Quando deve uscire dai pali, però, è sempre un pericolo. Ma non è una novità.

Biraschi 6,5: Criscito, dopo l’espulsione, gli cede fascia da capitano e zona di competenza. Lui si districa bene in entrambe le vesti, provando a trascinare i compagni verso un’ardua impresa.
Romero 6,5: con la sua mole fa paura agli avversari, sia in difesa sia in attacco, dove si guadagna il rigoredel pareggio. Tecnicamente non è il massimo e lo sa, evitando inutili leziosismi.

Criscito 5,5: la sua gara dura appena 11’, il tempo di fermare Schiattarella con le cattive. Un fallo a centrocampo forse evitabile per uno della sua esperienza ma che Pasqua sanziona con un rosso eccessivo. 

Pereira 6: con l’uscita anticipata di Criscito arretra il proprio raggio d’azione sulla linea difensiva. Se nell’uno contro uno regge tutto sommato bene, più fatica fa di testa di fronte ai giganti della Spal. Non a caso Prandelli lo toglie all’intervallo per puntare sul più roccioso Gunter.
(dal 1’ st Gunter 6,5: Prandelli si affida ai suoi chili e ai suoi centimetri per contrastare la fisicità dell’attacco spallino. Lui risponde presente alzando un muro davanti a Radu).

Hiljemark 6: bada prevalentemente a distruggere, tentando di stroncare sul nascere l’intraprendenza degli emiliani. 

Sandro 5,5: poco lucido e poco preciso, appare in flessione sbagliando anche cose semplici per uno come lui. Esce per crampi nel recupero dopo aver dato tutto.
(dal 47’ st Zukanovic SV).

Veloso 6,5: predica calma ad una squadra visibilmente innervosita da un arbitraggio discutibile. Spesso costretto al doppio lavoro per tamponare le falle aperte dal collega Sandro, esce tra i fischi della Nord (che gli imputano la parentela con Preziosi) e gli applausi del resto dello stadio.
(dal 21’ st Rolon 6: oggetto misterioso fino a tre giorni fa, debutta in campionato dopo averlo fatto in coppa. Ha buona corsa e non si risparmia nella lotta. Pedina utile per il proseguo della stagione)

Lazovic 6: l’inferiorità numerica lo costringe a limitare le proprie scorribande sulla fascia. Le poche volte che parte tuttavia riesce a fare male, come nell’azione dalla quale scaturisce il rigore del pareggio.

Kouamé 7:  con il Genoa costretto a giocare in 10 per oltre 80’, lui si sacrifica come non mai agendo come centrocampista aggiunto ma non rinunciando a partire in velocità per dare manforte a Piatek. Sfiora il gol nel finale al termine di una lunga fuga palla al piede nella metà campo ospite. Encomiabile.

Piatek 5,5: Prandelli, a differenza di quanto fatto da Juric domenica scorsa, non lo sacrifica dopo essere rimasto in inferiorità numerica. Una fiducia che il polacco ricambia tornando capocannoniere solitario. Nella ripresa spara fuori una buona palla e si incespica poco dopo a tu per tu con Gomis.

All. C. Prandelli 6,5: l’espulsione prematura ed esagerata di Criscito gli scombina la carte in tavola. Il gol successivo di Petagna sembra il colpo del KO. Ed invece il suo Grifone si rimette lentamente a tessere la tela, reggendo l’urto in difesa e riequilibrando l’incontro già prima del riposo. Merito anche suo che dimostra di saper leggere la gara senza stravolgere la squadra. Punto d'oro.