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C'era una volta l'asse di mercato Milan-Genoa. Un tacito patto tra la dirigenza rossonera, ancora presieduta da Silvio Berlusconi, e quella rossoblù, già guidata da Enrico Preziosi, che per quasi 15 anni nella prima parte del terzo millennio ha portato oltre 30 giocatori a scambiarsi le maglie lungo l'A7, l'autostrada che collega il capoluogo ligure a quello lombardo.

Scambi a volte clamorosi, altre volte molto più che secondari, tanto che per ricordarseli bisogna farsi aiutare da Wikipedia.
Con il tramonto dell'era berlusconiana quel rapporto si è quasi del tutto interrotto, ravvivandosi soltanto in qualche sporadica occasione, come il passaggio di Piatek al Milan o quello di Zapata al Grifone. Briciole rispetto al traffico tentacolare delle stagioni precedenti. 

Ora quel posto privilegiato al tavolo del Joker, un tempo riservato al Diavolo, sembra essere stato occupato da un altro commensale d'eccezione: la Juventus. La recente trattativa per portare Nicolò Rovella alla Vecchia Signora e far compiere il percorso inverso a Manolo Portanova non è infatti che l'ultima pagina di un capitolo aperto ormai da qualche anno.
Senza tornare indietro fino ai tempi dei vari Briaschi, Tacconi, Fortunato o Padovano, in epoche più recenti rossoblù e bianconeri sembrano aver instaurato un canale privilegiato percorso da una buona dozzina di giocatori, in ambo le direzioni. Se a Torino sono finiti i vari Sturaro, Mandragora, Rincon, Perin, Romero, in Liguria sono sbarcati Favilli, Pellegrini, Pjaca e alcuni dei cavalli di ritorno precedentemente transitati senza troppa fortuna dal Piemonte. 

Ora quel rapporto si rinforza annoverando nel suo elenco i nomi dei due giovanissimi centrocampisti che si invertiranno i colori nei prossimi mesi ma che, c'è da giurarci, verranno presto raggiunti da altri colleghi. Perché quell'autostrada che una volta portava direttamente dalla riviera rossoblù alla Milano rossonera, dopo aver deviato nettamente il proprio percorso verso ovest, adesso è pronta ad accogliere altri scambi.