Per il quinto anno consecutivo il Genoa supera l'Inter a Marassi, inanellando il terzo successo di fila e togliendosi forse definitivamente dalle paludi della bassa classifica. 

FORTUNA MA NON SOLO - Un successo, quello ottenuto ieri sera, frutto certamente anche della fortuna ma che sarebbe davvero ingeneroso ricondurre esclusivamente alla buona sorte. Il comico autogol confezionato dalla coppia di ex sampdoriani Skriniar-Ranocchia è qualcosa che raramente si vede su un campo da calcio. Eppure al di là dell'episodio favorevole il Grifone ha avuto il grande merito di non ritenere chiusa la partita dopo i primi 45 minuti di giorno. Anzi, nella ripresa è entrato in campo ancora più determinato e voglioso di azzannare un avversario traballante e ormai alle corde, mandandolo al tappeto al momento giusto, per poi gestire il vantaggio con calma e compattezza.

RIMPIANTI - La terza vittoria consecutiva, per quanto dolce, lascia però un pizzico di amaro in bocca ai tifosi rossoblù che inevitabilmente si chiedono dove potrebbe essere questa squadra se Davide Ballardini ne avesse preso le redini in mano già da luglio. Ovvio che con i se e con i ma non si va da nessuna parte, però il dubbio del popolo genoano non può che essere legittimo visto gli straordinari risultati messi in fila dal tecnico di Ravenna. Inutile star qui a riproporre numeri e statistiche collezionati nelle ultime 13 giornate, dati che lasciano il tempo che trovano. Ciò che più conta è lo spirito nuovo che il Balla ha saputo infondere in una squadra che adesso appare davvero un gruppo unito, compatto e voglioso di remare con ogni suo componente nella medesima direzione. Lo si vede in campo ma lo si nota anche fuori, nelle esultanze collettive che coinvolgono anche chi il prato lo vede quasi solo dalla panchina, o negli allenamenti settimanali, sempre impregnati da un'allegria professionale che rappresenta il vero segreto per ogni spogliatoio vincente.

FUTURO - Più che un gioco nuovo, Ballardini, da scafato professionista qual è (a proposito, auguri a lui per le 200 panchine in Serie A festeggiate proprio ieri) ha saputo portare a Pegli una nuova filosofia di gruppo i cui risultati sono sotto gli occhi di tutti. E siccome indietro non si può tornare, allora non resta che guardare avanti sperando magari che quella chance mai concessagli nelle due precedenti avventure rossoblù gli venga finalmente attribuita in questa occasione.

Se non altro per togliersi la curiosità di sapere cosa potrebbe fare il Grifo con il Vate di Ravenna al timone fin dall'estate...