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    Genoamania: al giro di boa col vento in poppa. Ma la meta è ancora lontana

    Genoamania: al giro di boa col vento in poppa. Ma la meta è ancora lontana

    • Marco Tripodi
    Nel mezzo del cammin del campionato il Genoa si ritrova dove nessuno pensava potesse essere anche solo un mese fa: in quelle acque placide che prima di Natale sembravano un miraggio intangibile ed oscuro.
     
    Ma, esattamente come il titolo di campione d’inverno non arricchisce le bacheche di nessuno, in egual misura la salvezza a metà stagione non coincide con alcun traguardo. Casomai rappresenta una tappa intermedia in quel lungo itinerario ancora irto di insidie ed imprevisti.
     
    VERSO LA TERRA PROMESSA - Intanto però il capitano del vascello rossoblù può stilare le prime somme di un viaggio iniziato tra mille paure e perplessità. Il suo Genoa arriva a metà stagione con un ritardo di appena due punti rispetto all’ipotetica media che solitamente rappresenta la salvezza. Quella quota 40 che oggi non sembra più un’Atlantide irraggiungibile ma una Terra Promessa esistente non solo nei racconti leggendari e densi di whisky dei vecchi marinai. Dopo le burrasche affrontate nella prima parte del tragitto e alcuni errori di manovra anche piuttosto grossolani, la barra del comando è tornata dritta grazie all’esperienza del suo comandante in capo. Un ammiraglio in grado di ridare orgoglio e coraggio ad una ciurma sfiduciata, ricevendo anche un supporto concreto dal proprio armatore.
     
    ACQUE CALME - Ma se il diario di bordo degli ultimi trenta giorni rendiconta di un clima benedetto da Poseidone e da suo figlio Eolo, l’esperienza di anni trascorsi nelle acque infestate di minacce nei mari di mezzo mondo, suggerisce a Capitan Ballardini di non confidare troppo nel vento in poppa goduto fino ad oggi.  Da vecchio pirata qual è, il Balla sa che il tempo meteorologico sa essere bizzarro e capriccioso almeno quanto quello cronologico. E sa altrettanto bene che anche quando le tempeste sono lontane e la costa ormai vicina le insidie delle secche possono mandare a picco anche la più solida delle imbarcazioni. Ecco perché il pericolo più grosso in cui il Grifone può imbattersi è ora quello di inserire il pilota automatico pensando di arrivare calmo e serafico fino alla meta.

    Un rischio che si dovrà evitare a tutti i costi di affrontare. Perché in fondo in mare aperto il pericolo è sempre dietro l’onda. Soprattutto quando non lo si attende.
     

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