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Qualsiasi sia l'età, l'estrazione sociale o il livello culturale posseduto, non c'è alcun tifoso del Genoa che questa mattina andando a sbirciare sotto l'albero abbia trovato ciò che più desiderava: una squadra degna di questo nome.

Per il club più antico d'Italia l'anno che sta per concludersi è il peggiore degli ultimi decenni e l'avvento del 2020 non sembra poter portare con sé speranze su un futuro migliore. Anzi, i presagi guardando la classifica sono addirittura funesti e quel fantasma chiamato retrocessione che da 14 anni si riesce ad esorcizzare questa volta rischia di materializzarsi davvero.

Lo stallo sulla panchina rossoblù è lo specchio di una società senza certezze, nella quale in pochi mesi è cambiato tutto più volte, dai giocatori agli allenatori, passando per i dirigenti. Solo una persona è rimasta al suo posto ed è proprio quella che molti sostenitori del Grifone vorrebbero si facesse da parte. Ma anche ammesso e non concesso che ciò avvenga non è detto che tutti i problemi svanirebbero in un lampo. Anzi. Il rischio di fare la fine del Palermo, tanto per fare un nome a caso, è reale. Precipitare dal paradiso della Serie A all'abisso del dilettantismo a volte può essere più rapido di quanto si possa immaginare e la storia recente del calcio italiano sta lì a dimostrarlo.

Insomma il dilemma che si porta dietro il tifoso genoano farebbe impallidire perfino Amleto: meglio navigare a vista con Preziosi oppure tentare l'avventura per mari incerti con un altro presidente? Molti non hanno dubbi su quale via converrebbe prendere. E se Babbo Natale non pare averli voluti ascoltare, chissà che non ci pensi la Befana ad assecondarli...