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    Genoamania: consapevolezza e maturità

    Genoamania: consapevolezza e maturità

    • Marco Tripodi
    Va bene così. Se è vero che quando non si può vincere l’importante è non perdere, lo 0-0 rimediato ieri dal Genoa in casa del Torino assume un significato ben maggiore di quel che potrebbe apparire.
     
    E la sua rilevanza specifica si evidenzia in almeno due aspetti. Il primo è che il pareggio con i granata è arrivato in uno scontro diretto che permette al Grifone di mantenere invariato il largo distacco vantato sui rivali di giornata. Risvolto che ha sicuramente influito nell'atteggiamento di Perin e compagni, consci che dividersi la posta in palio in Piemonte non avrebbe avuto il medesimo peso per le due contendenti. Oggi i rossoblù hanno otto punti in più del Torino. Un vantaggio che, a sedici giornate dal gong, non è ovviamente sufficiente per tirare una riga sull’obiettivo salvezza ma rappresenta comunque un bottino consistente che garantisce al Genoa di guardare all’immediato futuro con serenità e senza assilli. Cosa che, viceversa, non può certo concedersi la formazione di Nicola, che addirittura questa sera potrebbe ritrovarsi nuovamente al terz’ultimo posto malgrado una striscia positiva in essere da cinque giornate.
     
    Proprio i risultati utili consecutivi sono poi l‘altro aspetto che fa sorridere Ballardini. Con l’X ottenuta in Piemonte, la banda rossoblù ha allungato a sei le gare di fila senza sconfitte. Una sequenza anomala e quasi inedita nella storia recente del club più antico d’Italia che accresce la consapevolezza di un gruppo che continua nella sua opera di ricostruzione dell’autoconsapevolezza. 
    Grazie al sapiente lavoro svolto dal tecnico romagnolo più a livello mentale che tattico, il Genoa in questo momento è forse la squadra italiana più difficile da affrontare per chiunque e in grado di strappare punti a qualsiasi rivale, anche in virtù di un’ermeticità difensiva che ormai è diventata una regola. In questi ultimi sei incontri l’imbattibilità del Grifone è stata garantita soprattutto da una retroguardia in grado di concedere una sola gioia agli attaccanti avversari, quella peraltro inutile di Politano lo scorso sabato nella sfida vincente con il Napoli. Nessuno in A ha saputo fare meglio.
     
    Insomma, anche al Grande Torino il Genoa ha confermato di essere in ottima salute e di poter pensare al proprio avvenire senza troppi affanni. Merito di una classifica tranquilla, di un’autostima ritrovata ma soprattutto di una lucidità che permette di accontentarsi di un pareggio anche quando si sarebbe potuto tranquillamente puntare alla vittoria. 
     

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