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Due settimane: tanto è durata la grande illusione dei tifosi genoani. 

La vittoria di Cagliari aveva convinto molti, me compreso, che quella con i sardi potesse essere la gara della svolta per il più malandato Grifone dell'ultimo decennio.
Un'illusione rafforzata dal punto ottenuto, seppur con molti rimpianti, in casa del Milan domenica scorsa e dalla prestazione buona, ma infruttuosa, contro il Napoli.

IL RISVEGLIO - Oggi pomeriggio però Ivan Juric ed i suoi ragazzi hanno riportato tutti sulla terra, giocando una partita semplicemente penosa di fronte ad una squadra che non vinceva da due mesi. Dopo un avvio di gara incoraggiante, i rossoblù si sono a lungo andare sciolti come neve sotto il sole neanche poi così caldo che illuminava oggi il Mazza. Neanche la bastonata firmata da Antenucci ha saputo risvegliare un Grifone che nella ripresa è apparso adagiarsi in un profondo letargo. La reazione ligure al vantaggio emiliano è stata praticamente nulla, nonostante i molti minuti a disposizione di Perin e compagni per raddrizzare l'incontro. 

SENZA GRINTA - Non che un pareggio sarebbe stato accolto come la manna dal cielo, ma avrebbe quantomeno evitato il sorpasso in classifica di una diretta concorrente, dando al contempo la prova che questa squadra possiede un'anima e un pizzico di dignità. Invece come al solito l'unico spettacolo rossoblù è stato quello offerto dai migliaia di sostenitori giunti nel feudo estense per sostenere una squadra che non sembra avere nè capo nè coda. Eppure dopo una prestazione del genere, Juric, anziché prendere (metaforicamente o meno lo dovrebbe scegliere lui) a calci nel sedere i propri calciatori, ancora una volta afferma di aver visto un grande Genoa, che ha (sono parole sue) "dominato la gara ma in questo momento gira così". 

SOLUZIONE INEVITABILE - A parte il fatto che il momento gira così ormai da troppo tempo, e forse la colpa non è del fato, viene da chiedersi se davvero l'ex centrocampista pensa quello che dice oppure lo fa solo per aumentare lo share delle proprie interviste.

Se in tutto questo le colpe di Juric sono evidenti, e suoi numeri della sua doppia avventura sulla panchina del Grifone parlano chiaro a tal proposito, i giocatori non sono esentati da responsabilità per l'atteggiamento che mettono in campo. E sabato c'è il derby, contro una Sampdoria che a Marassi non sbaglia un colpo.

Insomma, stiamo assistendo ad un fallimento su tutto il fronte che ha come unico risultato un'inarrestabile caduta libera, alla quale la società ha un solo modo per cercare di porvi rimedio: cacciare Juric. Non potendo mandare via 25 giocatori contemporaneamente, almeno non fino a gennaio, l'unica strada in questo momento è quella di cambiare il capitano della nave prima che questa imbarchi troppa acqua per salvaguardarne il galleggiamento.