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Fra Germania e Argentina non è mai un’amichevole e non lo è stata nemmeno quella di Dortmund. Risultato finale 2-2, primo tempo tutto della Germania, secondo tutto dell’Argentina. Due giocatori decisivi con un gol e un assist per parte: Gnabry per la Germania, Alario per l’Argentina. Degli “italiani”, bene Emre Can come difensore e De Paul come regista, appena sufficiente Lautaro Martinez, decisamente insufficiente Dybala.

   
QUEL FENOMENO DI GNABRY - Nei primi 45' la nuova Germania di Löw ha messo sotto l’Argentina. Ritmo, idee, brillantezza, palleggio, tutto a favore dei tedeschi che hanno sfruttato la tecnica e la velocità di Serge Gnabry, 24 anni, reduce dal poker rifilato al Tottenham nel 7-2 del Bayern a Londra. Gnabry ha chiuso il primo tempo con un gol alla Paolo Rossi e un assist alla Bruno Conti, tanto per restare ai vecchi fenomeni di casa nostra, arrivando così al gol numero 10 in 11 gare con la sua nazionale. L’Argentina non era partita male, grazie a un ottimo lavoro di De Paul che sembrava un altro (sembrava se stesso...) dopo l’anonima prestazione di domenica scorsa a Firenze. Il friulano, appoggiato nel palleggio dall’ex romanista ed empolese Paredes, cercava la palla buona per Dybala e Lautaro Martinez, i quali, proprio al contrario di De Paul, avevano lasciato il meglio di loro a San Siro. L’interista darà qualche cenno di ripresa nel secondo tempo, lo juventino no.

   
BELLA GERMANIA - La nazionale di Löw ha segnato dopo un quarto d’ora, grazie a un attacco a destra di Klostermann, uno dei migliori della Germania: in area argentina, gran pasticcio fra Otamendi, Rojo e il portiere Marchesin, Gnabry è spuntato da quel cespuglio di polpacci e ha toccato la palla in rete. Raddoppio dopo 7 minuti. Contropiede micidiale nato da un errore di Foyth, nuova partenza di Klostermann, palla a Gnabry sulla destra, difesa argentina squinternata, rimorchio di Havertz, rivale della Juve col Bayer Leverkusen in Champions, e palla sospinta in rete. La Germania poteva segnare il 3-0 con una punizione di Halstenberg che di sinistro l’ha stampata sulla traversa. Un minuto dopo anche l’Argentina ha colpito un palo con De Paul, in fondo a un’azione tutta italiana, iniziata da Dybala e rifinita da Lautaro Martinez.

   
EMRE CAN DIFENSORE - Fin lì Löw poteva essere soddisfatto dei suoi ragazzi, tutti under 24 tranne il portiere Ter Stegen (27) e lo juventino Emre Can (25) che il ct ha schierato come difensore centrale a destra in una linea a tre, nello stesso ruolo in cui, a sorpresa, lo fece giocare Allegri nella partita dell’impresa contro l’Atletico Madrid nella Champions dell’anno scorso. E anche stavolta Can ha sbagliato poco.

   
QUEL FENOMENO DI ALARIO - A inizio ripresa Scaloni ha fatto due cambi e una modifica tattica e ha ribaltato la partita. Dentro Ocampos (per Correa), Acuna (per Rojo) e soprattutto difesa a tre. Anzi, stesso modulo della Germania, 3-4-3. I tedeschi hanno diminuito il ritmo e l’Argentina si è messa a giocare sempre con più convinzione. E siccome fra i meno convinti e convincenti c’era Dybala, il ct Scaloni lo ha sostituito con Alario e quella è stata una mossa decisiva perché Alario ha segnato 4 minuti dopo il suo ingresso in campo. Cross da sinistra di Acuna, Lucas Alario, anche lui avversario della Juve col Bayer Leverkusen, ha sfruttato il taglio al centro dell’area di Ocampos che ha mandato in confusione la coppia Koch-Süle e di testa ha battuto Ter Stegen. Alario è diventato il pericolo numero uno per la difesa tedesca, che ora stava pagando la difficoltà fisica e atletica di tutta la Germania. I tedeschi hanno mollato, l’iniziativa è passata agli argentini che hanno creato altre due buone occasioni, sempre con Alario, prima di segnare il 2-2. Serdar, entrato da pochi minuti, si è fatto portare via la palla a metà campo, Alario è partito come una furia, in area ha messo la palla buona sul piede dell’ex genoano Ocampos che, scaraventandola in porta, ha trovato una leggera ma forse decisiva deviazione del gomito di Emre Can. Il 2-2, alla fine, era il risultato esatto di una partita spaccata in due.

   
LE PAGELLE DEGLI “ITALIANI” - Cominciamo dall’unico tedesco, Emre Can. Come detto, lo juventino ha fatto il difensore in una linea a 3, non ha sbagliato un movimento, ha tenuto insieme il reparto, non ha mai sbandato. Era la sua prima partita da titolare dall’inizio della stagione. Il messaggio partito da Dortmund diretto alla Continassa sarà prontamente recapitato a Sarri. Questo giocatore va recuperato. Voto 6,5. Dybala: un’altra prestazione sbagliata nella Seleccion. In più di un’ora di gioco è entrato sulla scena solo una volta a fine primo tempo, nessun altro spunto di rilievo. A San Siro era un altro. Giusta la sostituzione: Alario è entrato al suo posto e si è preso tutto. Voto 5. De Paul: ha fatto il regista assai più di Paredes, ha dato gioco e idee, in più ha colpito un palo. Anche nel primo tempo, quando l’Argentina faticava a giocare, lui era presente a se stesso e alla gara. Voto 6,5. Lautaro Martinez: Scaloni lo ha tenuto in campo fino al 90', non ha brillato, ma si è battuto con forza, soprattutto nella ripresa. Voto 5,5.

     

   

 Germania-Argentina 2-2


GERMANIA (3-4-3): Ter Stegen 6; Emre Can 6,5 Koch 5,5 Süle 5,5; Klostermann 7 Havertz 6,5 (38' st Rudy sv) Kimmich 6 Halstenberg 6; Waldschmidt 5,5 Gnabry 7,5 (26' st Serdar 5) Brandt 6,5 (21' st Amiri 5,5). Ct: Löw 6

ARGENTINA (4-4-2): Marchesin 6; Foyth 5,5 Otamendi 6 Rojo 5 (1' st Acuna 6,5) Tagliafico 5,5; Pereyra 5,5 (32' st Saravia sv) De Paul 6,5 (47' st Guido Rodriguez sv) Paredes 6 Angel Correa 5 (1' st Ocampos 7); Dybala 5 (17' st Alario 7,5) Lautaro Martinez 5,5. Ct: Scaloni 6,5

ARBITRO: Turpin (Francia) 6,5

MARCATORI: 15' pt Gnabry (G), 22' pt Havertz (G), 21' st Alario (A), 40' st Ocampos (A)

AMMONITI: 11' pt Kimmich (G), 26' pt Otamendi (A), 40' st Ocampos (A) per gioco falloso.