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Simone Giacchetta è un ex giocatore del Genoa e adesso fa il direttore sportivo alla Reggina. Oggi, dunque, quasi un doppio nemico. Che però ha parole buone per il club blucerchiato.

Stupisce sentire tutte queste polemiche attorno alla Reggina: ogni giorno si parla di possibile cambio del tecnico Breda e poi si guarda la classifica e siete quattro punti sopra la Samp: che ne dice, Giacchetta?
«Che questo è il calcio. L’altro giorno ho confrontato la classifica di quest’anno e quella che avevamo l’anno scorso. Abbiamo gli stessi punti. Visto che l’anno scorso abbiamo fatto i playoff, direi che stiamo andando mica male. Il calcio è così, quello che uno fa non basta mai».

Si aspettava le difficoltà della Sampdoria?
«Vale più o meno lo stesso discorso. Se ti chiami Sampdoria e Torino, in serie B la gente ti vuole vedere al primo e secondo posto. Ma il calcio non è sempre logico. Se fosse sempre logico Sampdoria e Torino sarebbero sempre in serie A e la Reggina sarebbe sempre in serie B».

La Samp si riprenderà?
«I valori che ha la Sampdoria, in questo campionato non li ha nessuno, ma proprio nessuno. La serie B è un campionato che dà spazio e tempo a tutti di recuperare. Non bisogna essere ansiosi e impazienti».

Cosa è mancato finora?
«Probabilmente la mentalità. Se devi giocare contro Ibrahimovic gli stimoli arrivano da soli. Invece qui è il contrario. Tu sei l’Ibrahimovic della B. Io sento i ragazzi, tutti sono esaltati di marcare Pozzi e Foggia. Tutti danno il massimo contro la Sampdoria, ogni volta. Per questo il talento non basta. La serie B si vince con la corsa, la voglia, la fame».

Un approccio superficiale?
«Nemmeno questo. Direi forse che alla Sampdoria finora è mancata la consapevolezza. Ma verrà sicuramente fuori perché la Samp ha tutto per salire in serie A».

Atzori sarebbe riuscito a riportarcela?
«Sicuramente perché Atzori, che ho imparato a conoscere qui a Reggio Calabria, è un tecnico di grande valore oltre che una grande persona».

Vi siete sentiti dopo il suo esonero?
«Non l’ho cercato ancora perché non volevo chiamarlo adesso. Mi sembrava una telefonata tipo condoglianze».

Cosa ha pagato?
«Non lo so, forse quel suo modo di fare. Forse non è riuscito a coinvolgere tutti perché lui tratta tutti allo stesso modo, chi guadagna un milione di euro come l’ultimo arrivato».

Adesso c’è Iachini, che ne pensa?
«Io non è che sia alla Sampdoria, ma hanno scelto un tecnico che ha centrato due promozioni. Un tecnico esperto che sa il fatto suo. Su questo cambio di panchina avranno ponderato molto perché nessuno vuole buttare via dei soldi per niente».

Che partita sarà Reggina-Sampdoria? C’è il precedente del 5-0 per i blucerchiati a Marassi...
«Un precedente che interessa più i tifosi di quanto non interessi i giocatori. Quella volta a Marassi erano pochi i giocatori che ancora oggi sono qui. E peraltro erano giovanissimi. Sarà una partita di calcio che ciascuna delle due squadre cercherà di vincere. Una partita di serie B, purtroppo. Anche se una delle due è appena retrocessa e l’altra ha ancora negli occhi nove anni di serie A».

Lo stadio come sarà?
«Proprio per questo, perché Reggina-Sampdoria può sembrare un anticipo di serie A, penso che ci sarà un po’ più gente del solito al Granillo. È indubbiamente una partita di cartello per questo campionato».