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Come il Francesco Totti dei giorni nostri sta alla Roma, Giancarlo Antognoni è la Fiorentina, anche se pur essendo bandiera ed ex capitano della squadra viola, simbolo in maglia gigliata per quasi 30 anni, fra carriera da calciatore e quella da dirigente, oggi il ragazzo nato il primo aprile 1954 non fa parte del club guidato dalla famiglia Della Valle.

E’ questa l’unica ombra nella splendida vita di quello che a Firenze è tuttora soprannominato ‘La Luce’, ‘Enel’, ‘L’unico capitano’ o ancora piu’romanticamente parlando ‘Il ragazzo che giocava guardando le stelle’. Perché una cosa è rimasta di Giancarlo Antognoni dei suoi anni in Fiorentina: quando aveva il pallone fra i piedi, aveva la fronte alta, pronta ad inventare un tiro, un assist, una giocata decisiva, con una falcata talmente elegante, che le sue foto sono cimeli nelle case di tantissimi fiorentini. Nonostante nella città del Giglio sia un autentico mito, tanto che la sua effige è presente in moltissime bandiere e sciarpe che vengono esposte in curva, fra cui una, in cui vi è la scritta biblica ’Onora il padre’, e le sue dimissioni da dirigente risalgano al periodo cecchigoriano del club viola, Antognoni non può coltivare il suo sogno di essere parte attiva della Fiorentina attuale.

L’oggi 59enne umbro è accompagnatore delle squadre giovanili azzurre per la Figc, vincitore di un ‘Golden foot’ nel 2011 ma soprattutto campione del mondo nel 1982 con l’Italia di Bearzot. Ma Antognoni farebbe volentieri a cambio con tutte queste onoreficienze pur di tornare a lavorare per la squadra che lo ha cresciuto e fatto diventare un simbolo del calcio italiano. Pur non avendo mai chiesto ufficialmente niente, ma in compenso ricevendo una promessa di una chiacchierata da parte dello stesso azionista di maggioranza della Fiorentina, Diego Della Valle, lontana quasi 10 anni fa, Antognoni vede la sua strada separata dal club gigliato evidentemente per delle dichiarazioni post acquisizione della società viola da parte della famiglia marchigiana produttrice di scarpe e capi d’alta moda, dell’estate 2002.

Nonostante cio’il ragazzo cresciuto nell’Asti Ma.Co.Bi. rimane un punto di riferimento per Firenze e per il calcio italiano. Scopritore di talenti quali Pavel Nedved e Liliam Thuram, trattative non concretizzatesi quando era dirigente in Fiorentina per annedoti curiosi raccontati nel libro che ripercorre la sua vita 'Antognoni, dieci modi per dirti ti amo' ( scritto insieme al giornalista Luca Calamai), ma anche di elementi come Manuel Rui Costa, ancora oggi l’ex giocatore che ha chiuso la propria carriera calcistica nel Losanna, è simbolo di educazione, eleganza e conoscenza calcistica a 360 gradi.

Fra le sue ultime dichiarazioni ‘illuminanti’ il ‘rimprovero’ bonario al tecnico del Milan Massimiliano Allegri per il mancato utilizzo di Mattia De Sciglio negli ottavi di finale di ritorno di Champions League contro il Barcellona (con l’esterno difensivo rossonero due volte titolare nelle ultime due gare della Nazionale guidata da Cesare Prandelli) ed il consiglio ai dirigenti viola di non cedere Stevan Jovetic nella prossima campagna acquisti: "Perché se si vuole diventare grandi, bisogna provare a non vendere i giocatori piu’ forti della propria rosa".

Compagno di sfide a golf dell’attuale c.t. azzurro, Antognoni è di recente finito in pole position per assumere il ruolo del dimissionario presidente del settore tecnico della Figc, Roberto Baggio. Nel frattempo che il presidente federale Giancarlo Abete prenda una decisione in merito, auguri sinceri ad un simbolo del calcio romantico, ovvero al ‘ragazzo che giocava guardando le stelle’.