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Ragazzi promettenti e in rampa di lancio, i campioni delle nuove generazioni sono pronti a prendersi la Serie A e non solo: viaggio alla scoperta delle giovani promesse del campionato italiano, un appuntamento settimanale per conoscere meglio i futuri padroni del calcio.

Un gol per vincere, mandare in delirio il pubblico e scrollarsi di dosso tutto il peso di un mese difficile, vissuto per lo più in panchina: "Una vera e propria liberazione". Lautaro Martinez ha commentato così la rete con la quale ha deciso il delicatissimo scontro ad alta quota con il Napoli, oltre un mese dopo l'ultima marcatura e dopo quattro partite di Serie A (e una di Champions) nelle quali non ha visto il campo se non per spezzoni. Anche nel Boxing Day Spalletti non gli ha riservato più di 10' recupero compreso, ma questa volta sono bastati al 'Toro' per incidere: il pallone arriva in area, l'argentino classe '97 raccoglie e lo scaraventa nell'angolo basso prendendo in contro tempo Meret. 1-0 Inter, San Siro in delirio: gioia, rabbia, liberazione, c'è tutto nell'urlo che esplode Lautaro.








Sale così a tre il conto delle reti per l'attaccante arrivato dal Racing de Avellaneda, abbastanza per stabilire un piccolo, curioso e positivo trend: quando Lautaro segna, l'Inter vince sempre. E' accaduto contro il Cagliari (2-0), contro il Frosinone (3-0) e ora contro il Napoli: nelle prime due occasioni titolare da punta unica, contro la squadra di Ancelotti lo ha fatto entrando dalla panchina e giocando con l'amico Icardi. Eppure ancora non basta per convincere Spalletti a schierarlo con frequenza dal primo minuto accanto al capitano nerazzurro, preferendo disposizioni più accorte con un centrocampista in più. Lautaro però non si scoraggia, lui vive per il gol e sa che questa è l'unica via per conquistare sempre più spazio. Contro il Napoli il primo mattone, il primo ruggito contro una grande e un messaggio a Spalletti: Lautaro Martinez non è solo il vice Icardi.

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