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Il momento migliore della carriera fa rima con Mondiale. Otto anni dopo l’ultima volta in Brasile e quattro anni dopo la Coppa alzata in Russia, chiusa senza nemmeno tirare in porta, Olivier Giroud è tornato al gol nella rassegna più importante. Paradossi del pallone. Perché l'attaccante si è preso il Milan, ma anche la Francia. E non da oggi. Costretto agli straordinari dopo l’infortunio della stella Benzema, ha risposto presente. Stavolta, per entrare nella storia.

TIMBRO MONDIALE - Colpo di testa e appoggio in rete. Repertorio Giroud. I sigilli che hanno dato concretezza alla rimonta contro l’Australia significano primato, perché la doppietta all’esordio Mondiale ha portato il contatore dell’attaccante del Milan a quota 51 con i Bleus. E pensare che nel 2008, ai tempi del Grenoble e della terza divisione francese, venne etichettato come "non adatto a giocare tra i top" dal suo allenatore. Oggi, come lui c'è solo Thierry Henry. Un gigante. E oltre ai gol? Il solito apporto alla squadra, da pivot di manovra perfetto per Didier Deschamps. A conti fatti, sempre più essenziale. 
IL MILAN SORRIDE - Lo sa bene Stefano Pioli, che fin qui per motivi diversi ha affidato le chiavi dell’attacco del Milan al francese, venendo ripagato con gli interessi. L’uomo dei gol pesanti affronta il Mondiale in Qatar senza accontentarsi e con prospettive delineate: prima il bis con la Francia, poi una seconda parte di stagione infuocata con il Diavolo. Per riconfermarsi in Italia e puntare a uno step successivo anche in Champions League. Dopo il Qatar, a gennaio riprenderanno i discorsi per il rinnovo di contratto: l'accordo di massima fino al 2024 c’è già, con ingaggio confermato (circa 3,5 milioni di euro). Giroud è pronto, il Milan anche.