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Nel 2010, attraverso il libro scritto da Goffredo De Pascale (Africa Bomber, Add editore) avevamo raccontato la storia di Kalapapa Ngeri, per gli amici Kalas, un 21enne calciatore nigeriano arrivato in Italia nel 2008 dalla Nigeria come rifugiato politico. 
 
Un anno dopo parliamo direttamente con Kalas, scappato dal suo Paese perché perseguitato per motivi religiosi e politici: Kalas è cristiano, appartiene all’etnia igbo. I rapporti fra la politica e il calcio infatti sono da ricercare anche in questo tipo di storie, e non solo in La Russa che parla di Calciopoli o negli auguri a Totti da parte del Roma Club Montecitorio.
 
Dal suo osservatorio di Tuoro (Umbria), dove si allena con la squadra locale (Prima Categoria), Kalas ha assistito in tv agli scontri dei giorni scorsi a Lampedusa, dove egli stesso sbarcò tre anni fa: "Immagini che mi hanno impressionato. Quanta gente sta arrivando. Gente che ha pagato dei soldi per arrivare fino a lì, nella maggior parte dei casi dalla Libia. Io non pagai per arrivare in Italia, anzi, non sapevo nemmeno dove ero arrivato. Sono stato portato in Italia per scappare dalla Nigeria, ma non sapevo quale sarebbe stato il mio approdo".
 
Kalas prosegue parlando della situazione attuale in Nigeria e delle sue speranze per il futuro: "Ora la situazione è leggermente migliorata rispetto al 2007, quando era terribile. Ma per il momento ho ancora paura a tornare. Certo, in futuro mi piacerebbe far ritorno nel mio Paese, per cercare di contribuire a cambiare le cose".
 
Per quanto riguarda il calcio che conta, Kalas simpatizza per la Roma e per l'Inter e i suoi idoli sono il capitano giallorosso Francesco Totti e l'ex attaccante nerazurro Mario Balotelli. Kalas apprezza anche Samuel Eto'o, che ha accettato 20 milioni a stagione dall'Anzhi "anche per dimostrare ai bambini africani che tutto è possibile, che si può diventare qualcuno e diventare gente importante", come ha avuto modo di dichiarare l'ex attaccante dell'Inter. Ma questa è davvero un'altra storia...