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Quando al 17’ ha scaraventato il pallone alle spalle di Sommer, tanti appassionati di calcio un po’ distratti si saranno chiesti chi fosse questo Gonçalo Ramos. Per i più attenti invece l’attaccante del Benfica non è una sorpresa: Il Pistolero è uno degli attaccanti più interessanti del panorama internazionale. Non è un caso che già in estate Psg, Bayern Monaco e Manchester United si siano messi sulle sue tracce. Sapientemente però Rui Costa, deus ex machina dei portoghesi, ha rifiutato le prime offerte. Con la partenza di Nunez, l’attacco delle Aquile è stato messo sulle sue spalle, Ramos non ha tradito e la sua valutazione è ora schizzata a 80 milioni.

PORTOGALLO – Figlio di un calciatore, ha rivelato che è stato proprio il padre a ispirargli l’esultanza, o quanto meno a convincerlo ad averne una, vista l’importanza al giorno d’oggi di essere ‘riconosciuto’ a livello mondiale. Lui ha scelto di 'sparare' dopo ogni gol poiché ama il far west e i film western. Seguendo i consigli del genitore, ex attaccante di Farense e Salgueiros, inizia a giocare nell’Olhanense prima di passare al Loulé e quindi al Benfica. L’exploit contro la Svizzera poi gli ha di fatti cambiato la vita. In Portogallo l’attenzione è passata dalla panchina di Cristiano Ronaldo all’esplosione del talento 2001 nato a Olhao, la “perla dell’Algarve”, 45.000 abitanti nel distretto di Faro, Portogallo del sud. Un debutto nella fase finale dei Mondiali che è andato come ogni suo debutto. Sì perché, come i predestinati, quando scende in campo per la prima volta in una nuova competizione o con una nuova maglia, lui segna. Lo ha fatto con la prima squadra del Benfica (doppietta nel 2020) e con la nazionale portoghese (un gol e un assist in 23’ in un’amichevole contro la Nigeria). Quest’anno ha aperto il post Nunez con una tripletta nel preliminare di Champions contro il Midtiylland che ha dato il là alla stagione in cui si sta presentando al mondo. Ci sono già a referto 14 gol e 6 assist nelle prime 21 partite nel 2022/2023, uno ogni 103’, e si sta solo grattando la superfice del suo talento.
CARRIERA – Ramos inizia da mezzala e trequartista ma vede troppo la porta per essere sacrificato lì. Leggenda vuole che il suo soprannome "Feiticeiro de Olhão", lo stregone, sia nato al tempo del settore giovanile del Benfica quando non c’era rimpallo che non vincesse lui. Fortunato, oltre che bravo dunque. Al club del Da Luz, Gonçalo ci arriva a 12 anni, nel 2013 e non fa che vincere. La sua squadra si prende il titolo nazionale Under 15 e Under 17. Chiaro che le selezioni giovanili lusitane lo mettessero al centro del loro attacco. Si laurea capocannoniere degli Europei U19 con 4 gol, uno anche all’Italia, persi in finale con la Spagna. Stessa sorte anche per la Youth League 2019/2020: il Benfica vola sulle ali dei suoi gol (8, capocannoniere con Piccoli dell’Atalanta) ma perde la finale con il Real Madrid. The sky is the limit per uno così. Passa all’U21 e ne diventa il miglior marcatore di sempre. Al Benfica, Nunez se ne va e Roger Schmidt gli dà la titolarità: non più spalla o rimpiazzo dell’uruguaiano, è lui la stella di una squadra che ha stupito tutti in Champions League.

RECORD – In una sola gara, si è preso i Mondiali e record su record. A 21 anni e 169 giorni, Ramos è il più giovane a fare tre gol in una sfida a eliminazione diretta nella rassegna iridata da Pelé nel 1958 e Albert nel 1962, il quinto considerando tutte le fasi. Il Pistolero ha già fatto meglio del suo rivale per il posto da attaccante titolare, Cristiano Ronaldo, che dopo i gironi ai Mondiali non ha mai segnato. Ed è il primo a portarsi a casa il pallone in un match ‘mata mata’ dai tempi della tripletta di Tomas Skuhravy nel 1990 alla Costa Rica. Eppure fin qui il campo l’aveva visto col contagocce: solo 10’ in due dei primi tre impegni dei portoghesi in Qatar, 2’ con il Ghana e 8’ con l’Uruguay che avevano portato il totale dei minuti giocati in nazionale a 33’. Tempista, dal grande intuito e lottatore come il miglior medianaccio, Ramos al termine della sfida alla Svizzera si è lasciato andare a dichiarazione senza filtro. “Credo che neanche nei miei sogni più selvaggi avessi pensato di fare tutto questo. Non so cosa dire, sto vivendo un sogno. Mi sto godendo questo momento, non so se sarò di nuovo titolare ma va bene. Va tutto così veloce. Cristiano Ronaldo è il nostro capitano, ha sempre una parola di incoraggiamento per tutti, anche per me. È uno dei miei idoli, come Ibra e Lewandowski”. Come l’Italia ha avuto bomber che si sono risvegliati a torneo avanzato come Rossi o inattesi come Schillaci, ora il Portogallo punta su Ramos, sulla scintilla che lui assicura e che accende la voglia di un Paese di conquistare per la prima volta la Coppa del Mondo