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  • Gravina: 'Entro 60 giorni nuovi termini per le seconde squadre'. Casini: 'Con altre condizioni quattro club già pronti'

    Gravina: 'Entro 60 giorni nuovi termini per le seconde squadre'. Casini: 'Con altre condizioni quattro club già pronti'

    • Nicola Balice, inviato a Torino
    Il presidente della Figc Gabriele Gravina è intervenuto all'evento sul progetto delle seconde squadre organizzato oggi all'Allianz Stadium: "Non è più il momento delle discussioni ma deve essere quello delle decisioni, anche la lista dei 25 in serie A va rivista perché ha dimezzato l'utilizzo dei giovani. È un fatto di serietà, se vogliamo mettere il mondo del calcio in condizioni di poter decidere in tempi rapidi, diciamo 60 giorni, servono i termini del progetto da comunicare ora e non a maggio-giugno. Spero che entro il 19 dicembre ci possano essere i nuovi termini per farlo, ma massimo entro il 31 gennaio bisogna essere in grado di dire cosa serve per avere la seconda squadra, altrimenti non arriveremo mai ai presupposti per creare il progetto. Che è credibile, ma noi siamo poco credibili”: così Gravina fissa i tempi per passare dalle parole ai fatti. “Altrimenti, noi, le seconde squadre non le vorremo mai”, aggiunge il numero 1 della Federazione. Parole spese all'interno della tavola rotonda “Le seconde squadre in Italia e in Europa, modello per il futuro” proposto dalla Juventus in collaborazione con la Lega Pro nel giorno di Juve Next Gen-Mantova allo Stadium.

    CASINI – La risposta a Gravina da parte di Lorenzo Casini, presidente della Lega serie A: “Il piano delle riforme la serie A l'ha già disegnato. Quello che è avvenuto a Palermo ha mosso tutte le componenti per migliorare il cacio italiano. La prima assemblea di Serie A aveva all'ordine del giorno le seconde squadre. È emerso che il calcio italiano nasce molto differente dagli altri modelli europei soprattutto per la flessibilità, la risposta sul fatto che solo la Juve ha aderito ha risposto con '1,2 milioni di iscrizione post pandemia è tanto'. La Juventus è un'eccezione, gli investimenti sono molto superiori ma se vogliamo allargare il progetto i criteri vanno cambiati. Ci sono già tre o quattro squadre pronte a condizioni diverse. C'è il tema dei prestiti, ci sono squadre di serie a con prestiti alti. Ma sono i costi il problema. Ci sono squadre che hanno dovuto scegliere se avere un centro sportivo o una squadra femminile di livello”.

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