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Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato a La Gazzetta dello Sport delineando la sua volontà di riformare il calcio italiano, a partire da giovani: "Mi auguro di non essere costretto a scrivere regole che ne obblighino l'uso. Mi accusano di aver ostacolato la crescita dei centri federali, ma la realtà è che 200 sono troppi e a un certo punto venivano tenuti aperti solo un'ora a settimana. Ne ho salvati 50, ma funzionali. Devono essere centri d'eccellenza, col fine di formare la prima Academy nazionale che pesca direttamente dalle scuole. Seconde squadre? Per come è stato frettolosamente concepito e introdotto dalla gestione commissariale, non è il mio progetto e lo chiuderò. Dobbiamo lavorare ad un sistema diverso, che premi davvero i giovani, innanzitutto abbassando il limite da 23 a 20 anni. Per com’è ora, serve solo a schierare giocatori in esubero".