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Nel match d'andata nessuno dei due era stato protagonista, Gosens per infortunio, mentre Hakimi - ancora alle prese col processo di apprendimento dei segreti del calcio italiano e di quello di Conte - partiva dalla panchina. Domani sera, a San Siro, ci saranno entrambi dal primo minuto e che dalla loro sfida passino molti dei destini di Inter-Atalanta lo raccontano i numeri. Nove gol in campionato per l'esterno sinistro tedesco, che ha già eguagliato le cifre della passata stagione, a sei è arrivato - con l'aggiunta di altrettanti assist - l'ex di Real Madrid e Borussia Dortmund dopo appena 6 mesi Serie A. Al momento, per una questione di condizione psico-fisica, i due migliori interpreti nelle rispettive dell'intero panorama italiano.

CORTEGGIATISSIMO - Due uomini mercato a modo loro, perché Robin Gosens è destinato ad essere anche la prossima estate uno dei calciatori più corteggiati del nostro campionato, una delle chiavi del miracolo costruito da Percassi e Gasperini e che per questa ragione l'Atalanta ha stabilito una valutazione molto importante. Se Hakimi è stato pagato dall'Inter 40 milioni di euro, oggi l'ex Heracles Almelo non può partire per una cifra inferiore. Certo, c'è un contratto che scade nel 2022 e che costringe la Dea a fare le necessarie considerazioni per non lasciarselo scappare a prezzo di saldo, ma le manifestazioni di interesse di Juve, Inter e Manchester City possono creare le premesse per l'ennesima plusvalenza da sogno (è stato acquistato per appena 2 milioni) di casa Atalanta.
RIMPIANTO SPAGNOLO - Ha visto consolidarsi e probabilmente anche crescere le sue quotazioni Achraf Hakimi, sempre più a suo agio nel vestito tattico costruitogli attorno da Antonio Conte e sempre più esterno tutto fascia in grado anche di garantire quella fase di non possesso pretesa in maniera quasi maniacale dal proprio allenatore. Senza perdere quel gusto per le scorribande che lo rendono, insieme a Lukaku, uno dei segreti della corrazzata nerazzurra che viaggi a ritmi da record in vetta alla classifica della Serie A. Oggi a Madrid lo rimpiangono, mentre a Milano se lo godono per provare a costruire un nuovo ciclo di successi dopo 10 anni di digiuno. Provando magari ad affiancargli quel Gosens con cui domani sera si preannunciano scintille.

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