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Quando non si vince inevitabilmente inizia il “tam tam” delle colpe, si comincia ad avere dubbi sulla conduzione tecnica e, a seconda dei gusti, si tende a colpevolizzare questo o quell’altro giocatore. In questo inizio di stagione il più grande problema della squadra è stata la fase difensiva, i troppi gol subiti sono un danno enorme per le ambizioni di vittoria di Conte e dell’Inter e per i tifosi, ogni pallone che scivola nel proprio sacco, è una pugnalata al cuore, soprattutto se la modalità nel prendere gol è spesso la stessa, quasi come se ce lo si aspettasse. La sensazione di vivere un deja vu non aiuta ad alzare il morale del pubblico nerazzurro.

A finire nel mirino della critica e in particolar modo dei tifosi è stato Samir Handanovic. Il portiere sloveno è accusato di non essere più decisivo come un tempo. 

Handanovic è il portiere titolare dell’Inter dal 2012, ha raccolto un’eredità pesante come quella di Julio Cesar e lo ha fatto nel migliore dei modi. La sua sfortuna è stata quella di capitare nell’era peggiore della società nerazzurra. Nel dopo Triplete Handanovic ha vissuto due passaggi di proprietà e la crisi delle casse nerazzurre con conseguente problema legato all’appena nato FFP che ha costretto l’Inter ad anni di sofferenza economica e sportiva. Bisogna quindi dare credito e merito ad Handanovic di essere rimasto fedele alla causa nonostante le difficoltà e di essere rimasto all’Inter anche davanti alla grande possibilità di non vincere niente per anni.

Le offerte a Samir, che in queste stagioni è stato uno dei portieri più forti al mondo, non sono mai mancate ma l’amore per la maglia nerazzurra è stato più forte. Ma gli anni passano per tutti e, quando subisci tanti gol, la tua squadra non vince e tu non fai più i miracoli a cui il pubblico era abituato inevitabilmente arrivano le critiche e nascono i dubbi.

La sensazione che ho è che effettivamente Samir non stia dando il suo meglio, in questo periodo non sembra il “gatto” che noi tifosi eravamo abituati a vedere in campo. I riflessi paiono più lenti, le parate salva risultato sono di meno. Sia chiaro parliamo di un portiere straordinario che per anni è stato uno dei big d’Europa, ma l’età avanza per tutti e più gli anni passano più qualcosa al passare del tempo bisogna concedere.
Ovviamente questo inizio di stagione non è stato facile ma dare tutte le colpe al portiere è assurdo. Bisogna però anche dire che in alcune situazioni qualche tempo fa sarebbe stato decisivo, mentre ora fatica ad esserlo. Sarà solo un momento ma i 37 anni che compirà nel 2021 non aiutano.

Guardando la storia recente dei portieri dell’Inter ci si accorge che, nonostante siano stati tutti grandi e fedeli, all’alba dei 34 tutti hanno salutato l’Inter sostituiti da portieri più giovani e “famelici”. Il grande Zenga per 3 volte nominato miglior portiere al mondo, lascio l’Inter nel 1994 a 34 anni dopo una storica vittoria in UEFA, Pagliuca che lo sostituitì, giocò 5 stagioni in nerazzurro e a 33 anni lasciò per l’arrivo di Lippi. La corsa di Toldo fu molto più lunga, 9 stagioni ma nel 2005 a 34 anni il suo ruolo divenne quello di vice di Julio Cesar che a sua volta lasciò la porta ad Handanovic a 33 anni.

Insomma la storia dice che l’Inter ha sempre avuto grandissimi interpreti del ruolo in porta ma anche i più grandi, all’alba dei 34 anni, sono usciti di scena. Fa eccezione Handanovic che alla soglia dei 37 è ancora proprietario indiscusso della porta nerazzurra. Al di là delle possibili colpe dello sloveno l’Inter, da grande società che è, ha l’obbligo di pensare al futuro.  Credo sia inevitabile dover pensare al dopo Handanovic. La storia nerazzurra lo insegna.

Non so se chi verrà dopo di lui potrà essere all’altezza delle sue prestazioni in questi anni ma sta alla bravura di chi fa mercato assicurarsi che sia così. A 37 anni è ovvio che si possa pagare l’appannamento dei riflessi o magari anche la stanchezza di tante stagioni ad alto livello, è successo a tutti, è normale e fisiologico. Lo stesso Buffon, forse il miglio portiere di sempre, ha dovuto arrendersi alla carta d’identità, si è reso protagonista negli ultimi anni di errori clamorosi che non fanno parte di lui, della sua bravura e del suo bagaglio tecnico. 

Un difensore o un centrocampista possono andare avanti anche a ritmo più basso ma se il fisico regge possono sostituire con l’esperienza quello che l’età gli toglie nel fisico. Un portiere se rallenta i riflessi e contemporaneamente il fisico toglie qualcosa è nei guai. Non credo sia il caso di Handanovic, credo che Samir sia ancora un grande portiere ma, sono altresì certo, che l’Inter per credere in un progetto vincente a lunga durata debba attrezzarsi per guardare al futuro anche tra i pali.