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Quello che la coppia Lukaku-Lautaro ha creato, Handanovic l'ha conservato. Ci sono anche le mani del capitano sulla netta vittoria dell'Inter nel derby della verità contro il Milan che lancia ancora di più la formazione di Antonio Conte come la più accreditata candidata per la conquista dello scudetto. Tre interventi decisivi nello spazio di un minuto, nel momento nel quale i rossoneri hanno provato a ribellarsi a un destino scritto ponendo le basi per i colpi da ko piazzati a inizio del secondo tempo dai due attaccanti nerazzurri. Le tante critiche piovutegli addosso negli ultimi mesi sono state prontamente rispedite al mittente e il duello a distanza con Donnarumma (incolpevole sui primi due gol, non impeccabile in occasione del terzo) è stato chiaramente stravinto.

SARACINESCA - Una partita quella di Handanovic nel segno del numero 8, quello delle parate complessive effettuate contro il Milan - un dato che non si verificava addirittura dal dicembre 2017 in occasione di una partita contro la Juventus - ai voti in pagella fioccati abbondantemente il giorno dopo. Ma nel giudizio globale di un portiere, esattamente come avviene per i gol di un attaccante, va considerata l'importanza e il momento nel quale vengono compiute le parate e il numero uno sloveno si è decisamente confermato tale col doppio intervento su Ibrahimovic e la smanacciata sul sinistro di Tonali che hanno forse impedito al derby di prendere una piega diversa. Nei rarissimi momenti di distrazione di una difesa tornata impermeabile, un solo gol concesso nelle ultime 6 giornate di campionato, Handanovic è tornato ad indossare il mantello di Superman e di questi tempi non è nemmeno una novità.
LEADER - Da gennaio ad oggi, se escludiamo l'uscita scriteriata in occasione del secondo gol di Cristiano Ronaldo nella semifinale d'andata di Coppa Italia, anche il capitano nerazzurro è stato protagonista di un deciso miglioramento dal punto di vista delle prestazioni e spesso le circostanze nelle quali si è fatto sentire maggiormente sono coincise con i big match. Quegli appuntamenti che, in una stagione livellata nelle zone alte della classificata come questa, fanno la differenza. Determinante su Politano contro il Napoli, così come su Chiesa al cospetto della Juventus, prima della giornata di gloria contro il Milan. Campione in campo coi fatti, ma leader pure fuori e a parole: quelle di sincera gratitudine per il lavoro dell'ex tecnico Luciano Spalletti ("Abbiamo cominciato a cambiare con l’arrivo di Spalletti e poi grazie a questi due anni di Conte"), iniziatore di un lavoro che Conte sta oggi completando. L'Inter vola grazie ai gol del tandem Lukaku-Lautaro ma anche a un ritrovato Handanovic.