Il Verona è ancora qua, per dirla alla Vasco Rossi. Peraltro modenese come quel Luca Toni che ha scelto il momento migliore per risorgere, nel suo essere goleador a tutto tondo. E allora c'è da divertirsi, l'esercizio non è solo esaltare gli interpreti – Toni, uno su tutti, perché per lui resta in ballo l'azzurro – di questa cavalcata che si affaccia sull'Europa. Così è, il calendario non vieta di sperarci. La condizione dell'Hellas nemmeno, ed è quello che conforta di più Mandorlini.

La marcia di avvicinamento a Verona-Fiorentina passa anche attraverso i due ex, che insieme a Iturbe formano l'asse portante dei gialloblu. Romulo e Toni, appunto. Due rimpianti viola che stanno facendo grande l'Hellas. Il centrocampista può fregiarsi di rappresentare, dopo 27 anni, il Verona in Nazionale. Da settimana prossima una prima scrematura per il Mondiale. La domanda è: cosa deve fare Toni per vestire l'azzurro? Non basta essere sul podio, secondo tra gli italiani, dei bomber del nostro campionato? Chissà, la lista che conta verrà stilata a giugno, non è mai troppo tardi.
Quanto sia importante Toni per il Verona è raccontato non solo col linguaggio del gol. Pensare che l'estate scorsa si contavano anche le reti segnate dall'ariete gialloblu nelle amichevoli. Quasi come fosse merce rara, roba da tenere stretta perché di gol non se ne sarebbero visti a valanghe. L'esatto contrario, essere smentiti così è sempre piacevole. E anche Toni – che in questi casi si lascia scappare un mezzo sorriso – non vede l'ora di farlo presente a chi ha voluto proseguire senza di lui.