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The Last Dance il documentario sul successo dell'ultima annata dei grandi Chicago Bulls e di Michael Jordan, ha avuto un successo planetario e si è concluso lunedì con l'uscita degli ultimi due episodi. C'è però chi non ha gradito il documentario e fra questi c'è l'ex ala dei Bulls di quel periodo Horace Grant dipinto nella serie come "la talpa" che rivelò a Sam Smith i segreti dello spogliatio per poterci scrivere un libro che mise in crisi proprio Jordan a metà della sua carriera.  Grant non ci sta e respinge al mittente le accuse.

BUGIE - "Bugie, bugie e ancora bugie, se Jordan ha provato rancore nei miei confronti, possiamo risolvere la questione da uomini. Possiamo discuterne o trovare un altro modo per sistemare le cose. Ma ancora una volta, davanti a una telecamera ha iniziato a ripetere la bugia secondo cui io sono la fonte che ha spifferato le cose scritte nel libro. Io e Sam siamo sempre stati grandi amici, lo siamo tutt’ora, ma la sacralità dello spogliatoio e dei suoi segreti non è mai stata messa in discussione. Sam è un grande giornalista investigativo, questa è la spiegazione".
ATTACCO A JORDAN - "Il suo è soltanto rancore: te lo dico io, non ha altre ragioni se non quella. E penso che venga fuori durante il documentario. Se dici qualcosa fuori posto sul suo conto, vieni fatto fuori, farà di tutto per distruggere il tuo personaggio”.

STORIA CREATA AD ARTE - "​Vorrei poter dire che è soltanto una questione di spettacolo, ma chi c’era ed è stato suo compagno di squadra, sa bene che il 90% di quei racconti non sono reali. Perché molto spesso a quello che Jordan diceva ai suoi compagni, seguiva una risposta altrettanto dura da parte di chi era con lui in spogliatoio. Ma l’editing e il montaggio del documentario hanno fatto passare un messaggio diverso, ammesso e non concesso che si possa definire documentario".