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Siamo agli sgoccioli. La Coppa del Mondo in Qatar bussa alle nostre porte e, questa domenica, la partita inaugurale tra i padroni di casa e l’Ecuador darà il via alle danze. La Francia cerca la riconferma dopo Russia 2018, la Spagna vuole tornare ad incantare, l’Inghilterra è in missione per riportare la coppa a casa, il Brasile tenta l’assalto alla sesta stella. Ma tra le favorite della vigilia, gli occhi saranno puntati sull’Argentina. Tra simulazioni videoludiche ed algoritmi, l’Albiceleste di Messi, all’ultima grande occasione per cementificare la sua leggenda, è la principale indicata a salire sul tetto del mondo. Ma se il 7 volte Pallone d’Oro ha voglia di incidere ancora di più il suo nome tra i libri di storia, c’è un altro giocatore che ha bisogno di questo Mondiale.

LA CENTRALITÀ IN NAZIONALE – Nella lista dei convocati del commissario tecnico Lionel Scaloni, non è stata una sorpresa leggere il nome e cognome di Rodrigo De Paul. L’argentino non sta vivendo il momento migliore della sua carriera ma su questo ci torniamo a breve. Il n°7 della nazionale è senza dubbio un prezioso elemento dello scacchiere Albiceleste. Dal giorno del suo debutto, datato 11 ottobre 2018 (vittoria 4-0 in amichevole contro l’Iraq), Scaloni non ha praticamente mai rinunciato al centrocampista dell’Atletico Madrid, non convocandolo in sole 2 occasioni su 47 match. Il commissario tecnico non ha fatto mancare la sua fiducia al colchonero: che sia a 4, che sia 3, che lo si posizioni mezzala destra o sinistra, il centrocampo dell’Argentina non può prescindere dalla presenza in campo di De Paul. L’ultima panchina in nazionale risale al 29 giugno dello scorso anno, dalla partita con la Bolivia. Un match che non aveva nulla da dire per Messi e compagni, ai fini della qualificazione ai quarti di finale della Copa America. Lo stesso Rodrigo, proprio in quell’occasione, ha dimostrato di meritare la fiducia di Scaloni: infatti, l’assist vincente per Di Maria nella finale contro il Brasile porta proprio il suo nome. Ma se le prestazioni salgono di livello in campo internazionale, in Spagna la musica cambia.
AAA CERCASI DE PAUL – Il trasferimento all’Atletico Madrid, nell’estate del 2021, sarebbe dovuto essere il salto di qualità definitivo per l’ex capitano dell’Udinese. Ma qualcosa non è andato per il verso giusto. Andiamo per gradi: nel 21% delle occasioni, De Paul non è stato schierato nel suo ruolo naturale di centrocampista centrale. Mediano, esterno, trequartista, ala destra e sinistra, questi sono tutte le posizioni ricoperte dall’argentino nella sua parentesi colchonera. Ma se la collocazione in campo offertagli da Simeone non fosse abbastanza, le statistiche ci pongono di fronte ad un quadro poco rassicurante: nelle 66 presenze con la maglia biancorossa, De Paul è stato coinvolto in sole 10 azioni terminate a rete. Nella sua sola ultima stagione in Serie A (20/21), il dato è praticamente raddoppiato (19). In questa prima parte di stagione, su 19 partite, l’argentino ha giocato per tutti i 90 minuti in due sole occasioni (contro il Cadice in Liga ed il Porto in Champions League). A destare ancora maggiore preoccupazione, è la situazione finanziaria dell’Atletico: il principale indiziato per risanare le casse dei Colchoneros è proprio Rodrigo. Ma non tutto il male viene per nuocere. Perché non è l’Atleti ad aver bisogno di vendere l’argentino ma è il loro n°5 che necessita di una ventata d’aria fresca. Tutto lascia presagire che per De Paul sia arrivato il momento di tornare a mettere in mostra tutto il suo talento. La vetrina dei Mondiali sta per aprirsi ed importanti prestazioni in Qatar, garantirebbero maggiore mercato all’ex Udinese. Il futuro della sua carriera ad alti livelli è nelle mani del 28enne argentino. Qatar 2022 dovrà essere il Mondiale di Rodrigo De Paul, la rampa di lancio tanto attesa, l’esplosione definitiva. I top club europei sono avvisati: occhi aperti su De Paul.