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E’ stato un mercato sorprendente, molte società di livello medio hanno lavorato per avvicinarsi alla vetta e rilanciare le proprie ambizioni: investimenti, progetti, grandi nomi. Questi sono i nostri voti. Sui quali, ovviamente, si può - anzi si deve - discutere.



ATALANTA 7 - Per una volta, in onore della Champions, non ha ceduto i migliori né i titolari (solo Mancini è andato alla Roma). E ha cercato di dare a Gasperini alternative di rilievo in ruoli chiave: Muriel davanti, Malinovskyi a centrocampo. Un mercato per sognare ancora un po’.

BOLOGNA 6 - Se ne sono andati due giocatori preziosissimi: Lyanco per fine prestito, Pulgar con la clausola rescissoria. Medel può dare la grinta che portava il connazionale andato alla Fiorentina. Interessante Tomiyasu, degno di nota il riscatto di Orsolini.

BRESCIA 7 - La conferma di Tonali e l’arrivo di Balotelli sono i segnali di come Cellino intenda fare sul serio. Certo sono due incognite: uno è al debutto in A, l’altro torna dopo troppe vicissitudini. Ma la squadra è da salvezza.

CAGLIARI 8 - Ha ceduto Barella perché non poteva trattenerlo di fronte alle pressioni dell’Inter, ma i colpi sono da società ambiziosissima: Nandez, Rog e soprattutto Nainggolan a metà campo, Simeone in avanti, oltre alle conferme di Cragno e Pavoletti (avevano molte richieste, ora sono tutt’e due rotti). Il presidente Giulini vuole festeggiare i 100 anni della società e i 50 dello scudetto con una squadra di livello eccellente.

FIORENTINA 7,5 - La conferma di Chiesa, voluta a tutti i costi dal nuovo padrone Commisso, è un segnale di ritrovata forza e nuova voglia. Molti acquisti sono di spessore, da Ribery a Boateng, da Badelj a Pulgar fino a Pedro.

GENOA 8 - Finalmente Preziosi non smembra la squadra ma prova a costruirne una decisamente migliore della passata, che si è salvata all’ultima giornata. Coinvolgente la scelta di Schone, intelligenti quelle di Zapata e Saponara. E attenzione a Pinamonti: in coppia con il confermato Kouame può entusiasmare.

INTER 9 - Icardi al Psg è un doppio colpo straordinario: Maurito è stato eliminato come possibile elemento di disturbo e non è finito alla Juve. Sono stati collocati in qualche modo altri due esuberi fastidiosi, Nainggolan e Perisic. Ma - soprattutto - la squadra è stata rafforzata in modo significativo: Godin dietro, Sensi e Barella in mezzo, Lukaku e Sanchez davanti (più altri arrivi sparsi). E tutto questo è stato messo nelle mani di un allenatore, Conte, che fa la differenza quanto e più di un top player.

JUVENTUS 6 - E’ la media tra il voto agli acquisti (9) e la gestione complessiva del mercato tra cessioni e costruzione di un organico omogeneo (3). Da applausi i colpi Ramsey, Rabiot e soprattutto De Ligt, però non avevamo mai visto la Juve bussare a mille porte per cercare di liberarsi di suoi importanti giocatori (ha provato a venderne almeno una dozzina). C’è una lacuna nei terzini. E due calciatori di primissimo piano dovranno restare fuori dalla lista Champions (sarebbero stati tre se non si fosse rotto Chiellini).

LAZIO 7 - Si è tenuta Milinkovic, e non è poco: è tantissimo. Con lui ha confermato tutti coloro che l’anno scorso hanno vinto la Coppa Italia, aggiungendo l’uomo che mancava per colmare la lacuna principale dell’organico: Lazzari sulla fascia destra.

LECCE 6 - Buoni giocatori e alcuni nomi importanti (Imbula, Lapadula) per assorbire l’impatto con la serie A. Il club ci ha messo buona volontà, chissà se sarà sufficiente per conquistare la salvezza.

MILAN 5,5 - Ha speso (quasi 90 milioni), ma senza dare l’impressione di poter compiere un salto di qualità: solo Bennacer sembra un buon colpo. Ha inseguito per tutto il mercato Correa e ha fallito l’obiettivo, lo scambio Rebic-André Silva è una toppa messa all’ultimo tuffo.

NAPOLI 8 - Sono rimasti i giganti, a cominciare dal Koulibaly, e sono stati inseriti gli uomini giusti dove servivano: Manolas, Lozano, ma anche Di Lorenzo, Elmas e Llorente. Ha lavorato per ridurre il gap dalla Juve e in teoria ci è riuscito.

PARMA 7 - Tanti acquisti di buon livello per continuare a crescere; significativi soprattutto gli investimenti per i riscatti dei giocatori che aveva in prestito (a cominciare da Inglese), interessante l'arrivo di Darmian.

ROMA 5,5 - Ha perso il capocannoniere dell’ultimo campionato (El Shaarawy), il leader difensivo (Manolas), il leader di tutto (De Rossi). Ha cercato di tamponare, ma non sono molti gli arrivi davvero convincenti. Sembra positiva la scelta di Pau Lopez in porta, intriga Mkhitaryan, però alla fine la nota più positiva del mercato estivo sono i rinnovi di contratto: Under, Zaniolo, Dzeko (convinto a rimanere con un contratto comunque principesco).

SAMPDORIA 5 - Non ha rimpiazzato in modo adeguato i giocatori importanti fuggiti altrove (Praet, Defrel, Saponara). La querelle per il passaggio della società da Ferrero al gruppo guidato da Vialli ha probabilmente distratto gli uomini mercato blucerchiati, di solito abilissimi a vendere e ricostruire.

SASSUOLO 6 - Le uscite sono pesanti: Lirola e Demiral, Sensi e Boateng, anche Di Francesco. La squadra rimane competitiva, anche se sembra un po' ridimensionata. Interessante la scelta dell’ex empolese Traoré per il centrocampo, Chiriches può dare consistenza.

SPAL 5,5 - Lazzari e Bonifazi mancheranno, la società ha cercato in ogni modo (e inutilmente) di riprendersi almeno il difensore dal Torino. La voglia di costruire una squadra da salvezza c’è, eccome, ma il gruppo pare indebolito rispetto alla scorsa stagione.

TORINO 6,5 - Il colpo di mercato dei granata è la conferma di tutti i giocatori di peso, oltre ai ritorni di Bonifazi e Lyanco. I tifosi si aspettavano qualcosa in più prima del doppio impegno contro il Wolverhampton in Europa League, ma il colpo Verdi al fotofinish fa sognare.

UDINESE 6 - Il solito mercato di uscite - nemmeno particolarmente significative, stavolta - e investimenti su giocatori semisconosciuti che a volte si rivelano talenti assoluti. Avere trattenuto De Paul è il fiore all’occhiello della campagna acquisti.

VERONA 5,5 - Un viavai di giocatori che, nelle intenzioni della società, dovrebbe avere consegnato a Juric un gruppo in grado di lottare per la salvezza, stavolta. Ma non sarà facile; di sicuro non ha compiuto un salto di qualità.

@steagresti