In campo lunedi sera a San Siro nella serata dedicata a Pirlo, Vincenzo Iaquinta potrebbe avere ben altri pensieri nelle prossime settimane. L'attaccante ex tra le altre di Juventus e Udinese è difatti tra i 147 imputati del processo Aemilia, il più grande finora celebrato contro la 'ndrangheta nel nord Italia. I magistrati della direzione distrettuale antimafia di Bologna, al termine della requisitoria, hanno richiesto per lui 6 anni di reclusione con l'accusa di reati relativi alle armi con aggravante di associazione mafiosa. Per il padre del campione del Mondo del 2006 Giuseppe i pm hanno chiesto 19 anni di reclusione per affiliazione alla 'ndrangheta. 
Tra i reati contestati ai vari imputati si va dall'associazione a delinquere di stampo mafioso, alla falsa fatturazione, frode, usura e estorsione. Le richieste di pene maggiori per Michele Bolognino (30 anni in ordinario e 18 in abbreviato), Gaetano Blasco (26 anni e 6 mesi in ordinario e 16 in abbreviato) e Pasquale Brescia (14 anni in ordinario e 4 anni e 6 mesi in abbreviato). Domani la parola alle parti civili.