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Il coronavirus non ferma Zlatan Ibrahimovic, che gioca e non perde il vizio del gol. L'attaccante del Milan ha disputato triangolare amichevole con il suo Hammarby alla Tele2 Arena di Stoccolma, andando a segno nel primo match vinto 2-0 (1-1 nella seconda partita). Il tutto indossando la maglietta con il motto lanciato la scorsa settimana ("Oggi sono forte"). Al termine del triangolare, Ibra si è concesso a DPlay per una lunga intervista a tutto campo, nella quale ha parlato del rapporto col Malmoe e, soprattutto, del suo futuro: "Futuro in campo con l'Hammarby? Ho un contratto con il Milan e vedremo come finisce lì, se finisce. Ho detto che voglio giocare a calcio il più a lungo possibile, non si sa mai cosa può succedere. Sono una persona che vuole esibirsi, essere in grado di contribuire e non giocare solo per quello che ho fatto o per quello che sono. Se fai parte di una squadra, devi essere in grado contribuire con qualcosa. Vedremo cosa succede", riporta il portale svedese Aftonbladet.

MALMOE - Ibra torna poi sul rapporto con il Malmoe, sua città natale, dopo la frattura a seguito dell'acquisto del 25% delle quote dell'Hammarby: "Ho giocato per il Malmoe, ho fatto quello che ho fatto per loro anche se non ero il benvenuto. Sento di essere stato troppo gentile. Qualcosa di buono è stato fatto per loro, quando gli hai dato più di 100 milioni. Voglio dire, un club tutto svedese che ottiene 100 milioni in questi tempi difficili va bene? Quindi dovresti essere grato. E tutti quelli che parlano solo per aprire la bocca quando va a loro favore, ma quando va contro non osano aprire la bocca. La statua vandalizzata? Penso sia un peccato. Vogliono attenzione e che i media ne scrivano perché è bello continuare a farlo. Voglio dire, è roba da asilo. Non apparteniamo a quel livello, siamo più grandi di quello. La statua, ecco cos'era. Solo perché ora non è lì, non significa che la mia storia sia stata demolita. Rimane per sempre".

Più tardi, intervenuto a Dplay Sweden, ha spiegato: "Sono preoccupato, ricevo molti aggiornamenti su ciò che succede. Non penso però che possiamo fermare tutto, devo andare avanti e vivere la mia vita. Tutti devono essere responsabili".
L'HAMMARBY - "Mi sento bene, sono molto felice di poter far parte di questo gruppo e di allenarmi con i ragazzi. Sono felice di essere qui, sono grato di avere questa possibilità".

L'ITALIA - "Devo tornare in Italia come stabilito nel mio contratto. Devo rispettarlo, come professionista devo mantenere ciò che ho firmato".

IL FUTURO ALL'HAMMARBY - "Non lo so, ci sono molte cose in corso. Vedremo cosa succede, al momento non ci penso perché ho un contratto con il Milan. Hammarby? Ho sempre detto che non ci avrei giocato, ma ho detto anche altre cose che poi sono cambiate".