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Era il 21 agosto scorso, quando la Juventus comunicò il rinnovo di contratto di Miralem Pjanic fino al 2023. Un prolungamento importante e tutt'altro che scontato per uno degli elementi fondamentali negli ultimi anni di vittorie della squadra di Massimiliano Allegri. Due stagioni ad altissimi livelli in bianconero, che non a cavo avevano fatto finire il bosniaco nel mirino di tanti top club europei.

'DUE FACCE' RAMADANI - Prima il Barcellona, poi il Manchester City di Pep Guardiola e il Chelsea di Maurizio Sarri si sono fatti vivi con l'entourage di Pjanic. In particolare, i più decisi a strappare l'ex Roma alla Juve erano i blues, con Fali Ramadani chiamato ad agire in questa azione con un doppio ruolo: uomo mercato della società di Roman Abramovich e agente - da pochi mesi - dello stesso Pjanic. Una situazione tutt'altro che facile da gestire, che la Juve e Fabio Paratici che hanno preso subito sul serio. Un retroscena dà l'idea di quanto fosse ritenuto fondamentale il futuro del bosniaco: a differenza di quanto fatto per tutte le trattative più importanti di questi ultimi anni, la scorsa estate il prossimo direttore generale bianconero decise per ben due volte di lasciare il proprio centro operativo nel cuore di Milano, Palazzo Parigi, per recarsi all'hotel Me, base dello stesso Ramadani
I BLITZ A MILANO - In quest'estate calda, lo stesso Pjanic è stato protagonista in prima persona per i luoghi del mercato milanesi. Una prima volta il 18 luglio, quando si presentò a sorpresa alla trattoria Cavallini per vedere a cena il suo entourage ed esaminare le proposte che gli erano arrivate sul tavolo. Una seconda il 6 agosto, al ritorno dalla tournée americana, durante la quale Mire aveva deciso di voler restare ancora alla Juve, per provare a vincere quella Champions sfumata a Cardiff nel 2017, con un Cristiano Ronaldo in più al fianco.