Sembrava poter essere il talento degli anni a venire. La parabola di Abdou Lahat Diakhaté è quasi paradossale. Allenatori, mentalità, procuratori e infortuni si sono messi nel mezzo, costantemente da quando la sua carriera sembrava essere giunta al punto di svolta.

PREMESSE D'ORO - In principio fu Paulo Sousa a credere nel senegalese. Nell'estate del 2015, l'allenatore portoghese lo convocò per il pre-campionato, mettendolo in mostra in prestigiose amichevoli, come quella contro il Chelsea. Anche una chiamata, in Europa League, per la gara con il Lech Poznan: sarebbe potuto diventare il più giovane esordiente nelle coppe europee con la maglia gigliata e il terzo in assoluto nella storia viola. Invece, il lancio si è arenato lì. Qualche comportamento non piaciuto a Sousa, un contratto pesante e quella maturità calcistica non adatta al salto. Alti e bassi in Primavera, fino all'ultima stagione vissuta a gonfie vele agli ordini di Emiliano Bigica, fermatasi sul più bello, nel modo più crudo: il capitano si infortuna nei primi minuti della finale contro l'Inter, stringe i denti ma non c'è la fa. Finisce come l'anno precedente, i nerazzurri alzano il trofeo.
E ORA? - Daniele Pradé fu costretto a firmare un super-ingaggio per non perderlo a parametro zero. Lo zampino di Mino Raiola fu letale e alla società i rapporti con tale entourage non sono mai andati giù. Il contratto è nuovamente in scadenza, il centrocampista è rimasto a Firenze complice l'infortunio ed è ancora ai box. "Stiamo parlando con la Fiorentina - spiega Gabriele Savino, rappresentante del calciatore, a ViolaNews.com - che è la nostra priorità. Sta lavorando per trovare la condizione, probabilmente a gennaio andrà in prestito in Serie B, avrebbe dovuto farlo anche lo scorso anno", e si lavora a quel rinnovo con lo zampino del cinico Raiola. Il ragazzo, dal canto suo, è legatissimo a Firenze.