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Come mettere la mano in una vasca piena di piranha e pretendere di tirarla fuori senza un graffio. Come mangiare un Buondì in 20 passi. Come affidare il tiro libero decisivo a Shaquille O'Neal. O tirare l'ultimo rigore con De Gea, o affrontare i Monstars coi Looney Tunes... L'Ungheria è chiamata a un'impresa impossibile, inserita nel consueto girone della morte, che ciclicamente si presenta in ogni competizione iridata calcistica: la Cenerentola degli Europei, guidata dall'altro commissario italiano presente a Euro2020, Marco Rossi, se la dovrà vedere coi piranha, gli squali, i Monstars: il Portogallo di Ronaldo, la Germania di Kroos, Werner, Havertz, Neuer e i redivivi Hummels e Muller, la Francia campione del mondo, che alle sue consuete stelle ha aggiunto il figliol prodigo Benzema. Parata di top player nel Girone F. E anche di un top allenatore, quello che ha dimostrato di essere Marco Rossi, il Signor Rossi d'Ungheria, uno che in Italia ha allenato Scafatese, Lumezzane, Spezia, Pro Patria e Cavese, e che ora si ritrova in uno dei palcoscenici più importanti al mondo senza aver preso scorciatoie. E che può far suo il pensiero di Bruno Bozzetto, colui il quale il Signor Rossi, quello animato, lo ha inventato: "Da noi il furbo è ritenuto un piccolo eroe da imitare. Chi "frega" gli altri solleva ammirazione. Onestamente non so perché…. Io sono italiano ma non la penso così".

LA ROSA (4 da tagliare)

PORTIERI: Ádám Bogdán (Ferencváros), Dénes Dibusz (Ferencváros), Péter Gulácsi (Lipsia);

DIFENSORI: Bendegúz Bolla (Fehérvár), Endre Botka (Ferencváros), Attila Fiola (Fehérvár), Ákos Kecskés (Lugano), Ádám Lang (Omonia), Gergő Lovrencsics (Ferencváros), Willi Orbán (Lipsia), Attila Szalai (Fenerbahçe).

CENTROCAMPISTI: Tamás Cseri (Mezőkövesd), Dániel Gazdag (Honved), Filip Holender (Partizan Belgrado), László Kleinheisler (Osijek), Ádám Nagy (Bristol City), Loïc Négo (Fehérvár), Ándras Schäfer (Dunajská Streda), Dávid Sigér (Ferencváros).

ATTACCANTI: János Hahn (Paks), Nemanja Nikolics (Fehérvár), Roland Sallai (Friburgo), Szabolcs Schön (Dallas), Ádám Szalai (Magonza), Kevin Varga (KasÕmpaşa), Roland Varga (MTK Budapest).

IL CAMMINO - Il percorso è iniziato con una sconfitta, il 21 marzo 2019, contro la Slovacchia; terminando, però, con la gioia più grande, la vittoria nel playoff contro l'Islanda, trionfando 2-1, ribaltando tutti nei minuti finali con le reti di Nego (ex meteora della Roma) e Szoboszlai. Entrata all'Europeo dalla porta sul retro e non da quella principale, l'Ungheria ha mostrato sprazzi di grandezza lungo il suo cammino, vincendo in casa contro la Croazia vice campione del mondo e contro il Galles di Gareth Bale

IL CALENDARIO 

15 giugno, ore 18: Ungheria-Portogallo (Budapest)

19 giugno, ore 15: Ungheria-Francia (Budapest)

23 giugno, ore 21: Germania-Ungheria (Monaco di Baviera)

LA STELLA - Senza ombra di dubbio doveva essere Dominik Szoboszlai, il calciatore più talentuoso della squadra di Marco Rossi, acquistato dall'RB Lipsia quando sembrava a un passo dal Milan. Trequartista del 2000, uomo qualificazione, ha vissuto una stagione complicata, o meglio un 2021 complicato: un infortunio lo ha tenuto fuori per tutto l'anno. La sua ultima presenza risale al 20/12/2020, in una sconfitta interna dell'RB Salisburgo contro il Wolfsberger, dove confezionò un assist. Poi il nulla, un infortunio lungo, un ritorno non ancora avvenuto. E che non ci sarà: dà forfait nel mmento più bello. La sua qualità serviva. Come serviranno i gol di Roland Sallai, classe '97 del Friburgo, 8 gol in Bundes con un passato italiano, al Palermo, poco fortunato. In porta una certezza come Gulacsi dell'RB Lipsia, poi tanta esperienza, tra Szalai e Roland Varga, con un altro ex Italia come Adam Nagy, ora al Bristol City. Veterani, giovani, meteore del calcio italiano: il tutto tenuto unito dall'intelligenza di Marco Rossi (che ha salutato il collaboratore Giovanni Costantino, prossimo all'avventura con l'MTK). Che non avrà la classe infinita di Dominik Szoboszlai