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Un sogno da quasi due miliardi di euro, ora è diventato realtà: il Manchester City ha vinto la Champions League, per la prima volta nella sua storia è campione d'Europa. Il coronamento di un sogno per tanti tifosi, ma anche la fine di quella che era diventata una vera e propria ossessione. Il tutto sotto gli occhi di chi più di chiunque altro ha investito su questo sogno, lo sceicco Mansour bin Zayed al-Nahyan tornato a guardare il suo City allo stadio a 13 anni di distanza dall'ultima volta, accompagnato dallo sceicco Mohamed bin Zayed al-Nahyan (presidente degli Emirati Arabi Uniti) e dal presidente turco Erdogan.

FINE DI UN INCUBO - Era il settembre del 2008, l'Abu Dhabi Group sbarcava a Manchester con l'idea di ribaltare gli equilibri della città. Subito grandi colpi e grandi manager come Mancini e ultimo Pep Guardiola. I trionfi non sono mancati, ma tutti a livello nazionale: sette Premier League, tre FA Cup, sei Coppe di Lega e tre Community Shield. Niente colpo grosso in Europa, solo sfiorato nel 2021 quando a spezzare il sogno fu il Chelsea. Ora la maledizione è sfatata, la vittoria sull'Inter a Istanbul regala al City, oltre allo storico treble (vittoria nella stessa stagione di Premier League, FA Cup e Champions), il suo primo trofeo internazionale e legittima le spese degli ultimi 15 anni.
QUASI DUE MILIARDI - Favoriti e paperoni, ma anche spendaccioni. Tanti gli appellativi che hanno accompagnato i successi casalinghi e le disfatte europee del Manchester City. Ed effettivamente nessuno ha speso come loro dal 2008: oltre 1,5 miliardi di euro di spese sul mercato, contando gli ultimi investimenti di questa stagione che hanno portato alla corte di Guardiola Erling Haaland, Kalvin Phillips, Manuel Akanji e Sergio Gomez, accompagnate però stavolta da cessioni illustri come Raheem Sterling o Gabriel Jesus. Tanti colpi ad effetto negli anni che non avevano mai portato al trionfo più ambito. Arrivato nella notte di Istanbul: il City ha coronato il suo sogno da oltre 1,5 miliardo di euro.