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Il Milan e Zlatan Ibrahimovic, parole d'ordine: attesa. Concetto a più sensi e a due vie, perché l'attesa è reciproca: i rossoneri aspettano il ritorno dello svedese, che a sua volta cerca certezze su quello che sarà il futuro, un confonto che possa fare chiarezza. Per il quale serve prima il rientro in Italia. Ma Ibra non torna, almeno non per ora.

QUANDO TORNA - Quasi tutti gli stranieri che avevano lasciato lo Stivale dopo lo stop del calcio per l'emergenza coronavirus hanno completato il ritorno a Milano, da Begovic e Bennacer a Rebic, passando per Calhanoglu, Kjaer, Leao e Paquetà. Quasi tutti, perché all'appello ne mancano ancora due: Franck Kessie, bloccato in Costa d'Avorio per l'assenza di voli (in questo senso, la società rossonera si sta adoperando per aiutare il centrocampista), e appunto Ibrahimovic. Nessun caso però, il 38enne ha infatti concordato con il Milan la permanenza in patria, prolungata fino a quando non sarà certa la data di ripresa degli allenamenti a Milanello: a quel punto, Ibra lascerà la Svezia per ricongiungersi al gruppo. Che potrebbe ritrovarsi addirittura meno pronto del gigante di Rosengard: a convincere i rossoneri a concedere questo permesso infatti non solo le misure di sicurezza vigenti in Svezia (meno restrittive che in Italia), ma anche il fatto che Zlatan si stia allenando sul campo con l'Hammarby (club di cui possiede il 25% delle quote), cosa non possibile per i compagni rossoneri. Rientro posticipato per Ibra dunque che dovrà poi fare i conti con l'isolamento forzato, ma anche qui il Milan potrà sfruttare il protocollo Figc per ridurre i 14 giorni canonici: tampone all'arrivo all'Italia e un altro dopo una settimana, in caso negativo permetterebbe di dimezzare i tempi di ripresa.
CONFRONTO - Archiviato il rientro in Italia e il ritorno agli allenamenti a Milanello, per Ibrahimovic ci sarà poi un'altra partita da giocare, quella per il futuro. La scadenza del contratto (30 giugno), sarà certamente prorogata per permettergli di completare regolarmente il campionato con la maglia del Diavolo, ma urge un confronto con la società per affrontare quel che succederà poi. Confronto che, con Ivan Gazidis, finora non c'è mai stato. L'allontanamento di Zvonimir Boban ha scavato un solco tra lo svedese e la proprietà, che d'altronde non ha mai mosso passi concreti verso la conferma dell'esperto attaccante. All'orizzonte c'è un nuovo progetto, verde, con Ralf Rangnick destinato a guidarlo. E in questo nuovo progetto, difficilmente può esserci spazio per una figura 'ingombrante' dal punto di vista economico, considerata anche l'età, come quella di Zlatan. Secondo quanto filtra al momento, lo scenario più probabile resta sempre quello di un nuovo addio al termine della stagione: salvo clamorosi colpi di scena, il futuro di Ibrahimovic è scritto, lontano dal Milan.

@Albri_Fede90