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Obiettivo 41 punti in 19 partite, dall'Udinese al Cagliari: il Milan di Stefano Pioli, ormai impossibilitato nell'arrivare quinto dopo la vittoria della Roma a Torino che consente agli uomini di Fonseca di restare a +4 a 90 minuti dal termine, punta a raggiungere una quota importante, perché qualora raddoppiata per il girone d'andata avrebbe concesso ai rossoneri di giocarsi lo scudetto con la Juventus, al momento a quota 83 punti e in attesa proprio dei capitolini nell'ultima giornata di Serie A.

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MEDIA SCUDETTO - Un cambio di passo importante, 38 punti (che possono diventare 41 battendo il Cagliari sabato sera) rispetto ai 25 dell'andata, con una media di più di 2 punti a partita. Più che una media da Champions, una media da scudetto. Lo sa bene l'allenatore del Milan, che non senza una punta d'orgoglio ha dichiarato: "Se ti chiamano per salvarti e ti salvi, hai vinto il tuo scudetto", lasciando palesemente intendere di aver raggiunto pienamente l'obiettivo, per quelle che erano le aspettative, quando fu esonerato Giampaolo e chiamato alla corte rossonera.

IL MERITO DI IBRA E LA SCELTA DI ELLIOTT - Merito suo, merito anche di Zlatan Ibrahimovic: i numeri dello svedese sono pazzeschi, 9 gol e 8 assist in quattro mesi a 39 anni, considerando il periodo di lockdown. Questo probabilmente uno dei motivi che ha spinto Elliott a decidere di tenere in sella l'allenatore parmigiano, rinunciando a Ralf Rangnick, e con tutta probabilità di confermare lo svedese, oltre alle concause prettamente economiche. Insomma, un cambio di strategia dettato dai risultati estremamente positivi che, seppur arrivati in un periodo particolare, non hanno potuto lasciare indifferente la proprietà rossonera- Il Milan dovrà ripartire da questi numeri anche nella nuova stagione, ma con Pioli e Ibra tutto sembra più facile.

@AleDigio89