101
Un brodino imboccato dal cucchiaio di Suso, entrato giusto in tempo per firmare la punizione dell’1-0 contro la Spal, trasformando i fischi, a lui e al Milan, in applausi di liberazione. Per come si era messa la classifica e la partita, bloccata su uno scomodo 0-0, va benissimo così ma al di là del risultato, ancora più importante in questi casi, la squadra di Pioli conferma tutti i propri limiti, già evidenziati con Giampaolo. Con tanti ringraziamenti alla Spal che gioca alla pari, se non meglio, nel primo tempo ma non conclude mai, come del resto aveva già mostrato nelle quattro precedenti trasferte con altrettante sconfitte senza nemmeno un gol all’attivo, record negativo per quest’anno in serie A. Uno zero cancellato, invece, da Suso, non aveva ancora segnato in campionato, ma lo fa nel momento migliore dimostrando che la classe non può stare in panchina, a maggior ragione se lo chiedono i tifosi.     

TRE NOVITA’ - Il terzo Milan di Pioli che fatica ma per la prima volta vince è completamente diverso dai primi due che hanno pareggiato contro il Lecce in casa e perso contro la Roma fuori. Nel 4-3-3 di partenza, Duarte al debutto come titolare in difesa, è la novità assoluta sulla destra al posto di Calabria o Conti, in linea con Musacchio, Romagnoli ed Hernandez. Bennacer, preferito per la prima volta a Biglia, dirige le operazioni tra Paquetà e Kessie. In attacco, infine, Castillejo torna a giocare dall’inizio nella corsia destra, dove inizialmente non c’è più Suso, con Piatek e non Leao al centro dell’attacco, fermo restando Calhanoglu sulla sinistra. Cambiando l’ordine dei rossoneri, però, non cambia la qualità del Milan che si conferma lento, senza idee, senza qualità e per di più contratto per la difficile situazione in cui si trova.

TRAVERSA SCHEGGIATA - Da Giampaolo a Pioli cambia poco, proprio perché il livello è medio-basso e per questo sarebbe meglio puntare su una formazione-base invece di continuare a cambiare, come faceva prima Giampaolo e come sta facendo Pioli in queste prime tre partite. E’ vero che Castillejo si muove molto sulla destra, ma il massimo che produce è un tiro da pochi passi che scheggia la traversa, più un’occasione mancata che una prodezza, comunque l’unica emozione di un primo tempo deludente. Calhanoglu, tornato sui suoi bassi livelli, prova invano a sorprendere Berisha, mentre Paquetà cerca senza successo i fantasma di Piatek. Ma è tutto il Milan che gira a vuoto, perché Bennacer è un regista discontinuo, Duarte ed Hernandez non vanno mai sul fondo a crossare, mentre Kessie offre soltanto passaggi scontati e spesso sbagliati.

FISCHI MERITATI - In questo deserto di gioco dei rossoneri, la Spal ha il merito di non aspettare le iniziative dei padroni di casa, perché Strefezza e Rega spingono con intensità sulle fasce, mentre Murgia, Missiroli e Krunic fanno un gran lavoro in mezzo al campo per liberare le due punte Floccari e Petagna. Molto ben organizzata, la squadra di Semplici ha soltanto la colpa di non sfruttare la propria iniziale superiorità atletica e psicologica, quando si avvicina a Donnarumma, perché soltanto una volta Petagna ha sui piedi una palla gol, ma non riesce a sorprendere il portiere rossonero. E così alla fine del primo tempo il fischio dell’arbitro viene moltiplicato dai giustificati fischi dei tifosi rossoneri. 

PRODEZZA SUSO - Colpito duro nel primo tempo, Musacchio è costretto ad arrendersi nell’intervallo, sostituito da Calabria che torna a destra, con lo spostamento di Duarte al centro. Ma più di questo cambio obbligato, serve il cambio di ritmo dei rossoneri all’inizio della ripresa, con una prima anche se inutile emozione perché il gol di Hernandez viene annullato per il suo chiaro fuorigioco. Troppo poco per spaventare la Spal, meno propositiva del primo tempo ma mai in affanno. E allora Pioli si decide a rilanciare il fischiatissimo Suso al posto di Castillejo, sperando nella fantasia dello spagnolo. Una mossa subito premiata, perché Suso al primo pallone va in gol con una punizione alla Pirlo, trasformando i fischi in applausi.

A quel punto Semplici cambia modulo e uomini, inserendo Valoti al posto di Missiroli, e poi Sala e Paloschi rispettivamente per Reca e Stefezza per tornare in partita. Il Milan, però, sembra aver passato il momento peggiore e Paquetà sfiora due volte il raddoppio, prima di uscire tra gli applausi per lasciare il posto nel finale a Bonaventura, che torna a San Siro dopo un anno e sei giorni. Un altro raggio di luce per un futuro migliore. 


IL TABELLINO

Milan-Spal 1-0 (primo tempo 0-0)

Marcatori: 19' st Suso (Mi)

Milan (4-3-3): Donnarumma G; Duarte, Musacchio (dal 1' st Calabria), Romagnoli, Theo Hernandez; Paquetà (dal 42' st Bonaventura), Bennacer, Kessie; Castillejo (11' st Suso), Piatek, Calhanoglu. All Pioli.A disposizione: Reina, Donnarumma A, Calabria, Bonaventura, Suso, Borini, Conti, Leao, Rebic, Biglia, Krunic, Gabbia.

SPAL (3-5-2): Berisha; Cionek, Vicari, Tomovic; Strefezza. (dal 36' st Paloschi), Kurtic, Murgia, Missiroli (dal 26' st Valoti), Reca (dal 36' Sala); Petagna, Floccari. All. Semplici A disposizioe: Thiam, Letica, Igor, Valdifiori, Valoti, Moncini, Sala, Felipe, Paloschi, Salamon, Cannistra, Mastrilli.

Ammoniti: 21' pt Floccari (Sp), 40' pt Duarte (Mi), 40' pt Donnrumma (Mi), 12' st Calhanoglu (Mi), 17' st Vicari (Sp), 24' st Bennacer (Mi)