Lucido, lucido, lucidissimo. Non sempre, con le guide tecniche che hanno preceduto Rino Gattuso, mi sono trovato in sintonia sulla disamina della partita, appena disputata. Invece con l’attuale allenatore rossonero, la mia opinione concorda spesso. Anche nella zona flash di Ferrara, dove il Milan, come sottolineato da Rino, ha sofferto nel primo tempo la velocità della Spal, efficace soprattutto sulla destra dove Lazzari sembrava …Cafù, dove, sempre a detta del tecnico, rispetto a Udine, è sembrato meno padrone della partita, nonostante il vantaggio iniziale. Lucido nei giudizi Gattuso, ma anche, e soprattutto in panchina, quando è stato bravo, pronto e umile, e l’umiltà è sempre sintomo di intelligenza, nel limitare il giocatore di fascia spallino, chiedendo il sacrificio a Calhanoglu

“Ma non è da grande squadra giocare a uomo su un avversario!” ha esclamato infine “Raisuli il Magnifico". Anche sul “man of the match” Cutrone, il suo giudizio non è stato annebbiato dalla doppietta. Il tecnico milanista pretende  che Patrick, una sentenza in area, debba migliorare il suo apporto nella azione offensiva della squadra, cercando di aiutare i compagni a salire, anche se, viste le caratteristiche del Pungiglione, non sarà facile accontentarlo. Detto questo, il Milan contro la Spal ha vinto da grande squadra, soffrendo quando si doveva soffrire, colpendo quando c’era da colpire. Ha vinto da Milan, insomma, sì perché il Milan is back quanto a mentalità, sicurezza, personalità. Certamente, sul piano tecnico, i dirigenti rossoneri devono continuare il lavoro ben impostato l’estate scorsa, ma l’intuizione di promuovere Gattuso sulla panchina della prima squadra dovrebbe convincere anche i più scettici sulle conoscenze, sul pragmatismo e sulle capacità di Massimiliano Mirabelli, che  può essere apprezzato o meno, ma certamente è uomo di calcio. Agli eterni prevenuti ricordo una frase di Winston Churchill: "Fanatico è colui che non può cambiare idea e non intende cambiare argomento". 

Il direttore dell’area tecnica è stato bravo a capire da dove nascessero i problemi di un gruppo, più forte della scorsa stagione, ma penalizzato  dai troppi risultati negativi. 
In privato, poi, ha anche confessato un suo peccato di presunzione, quando, pur non essendo del tutto convinto dei metodi di Vincenzo Montella, pensava di portarlo a cambiare qualcosa nella intensità degli allenamenti, osservati e studiati da Mirabelli, fin da metà aprile, dopo il closing, fino  al termine del campionato Ora basta parlare del passato! Gustiamoci il ritorno della convinzione, della auto-stima e  e della forza del Milan. Della  ritrovata voglia, da parte dei tifosi, di applausi, soprattutto del divertimento e della gioia di sedersi alla stadio o davanti alla tv, per applaudire i Ragazzi. Il cammino è ancora lungo, lunghissimo, ma il sentiero sembra meno tortuoso e impervio ,grazie a lui, a Rino Gattuso. Sta togliendo i sassi e sta coprendo le buche. Abbiamo tutti voglia di erba fresca e morbida .Finalmente !!