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Il Milan respira, ma così è troppo poco: sia per il Dortmund, sia per pensare allo scudetto

Il Milan respira, ma così è troppo poco: sia per il Dortmund, sia per pensare allo scudetto

  • Alberto Cerruti
    Alberto Cerruti
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Una vittoria di “corto muso”, sofferta come l’ultima, il 7 ottobre scorso sul campo del Genoa. Con la differenza che allora l’1-0 era maturato nel finale grazie al gol contestato di Pulisc, mentre stavolta l’1-0 firmato nel primo tempo da Hernandez su rigore, viene salvato nel finale da una paratissima di Maignan. Per la serie sempre di moda nel calcio “tutto è bene ciò che finisce bene” al Milan va benissimo così, ripensando prima al grave errore di Jovic che si divora il 2-0 e poi alle tante occasioni da gol non sfruttate dalla Fiorentina. E così, dopo quattro partite con due sconfitte in casa contro Juventus e Udinese e due pareggi in trasferta con altrettante rimonte subite a Napoli e Lecce, Pioli può respirare anche se per battere il Borussia Dortmund martedì sera ci vorrà molto di più, oltre al rientro di Giroud. Non basa, infatti, il record storico stabilito da Francesco Camarda, che ha debuttato in serie A ad appena quindici anni, per dimenticare le sofferenze del Milan, senza troppi titolari ma anche senza la qualità dei nuovi acquisti, tra i quali soltanto Pulisic riesce a brillare a tratti. Troppo poco per sognare una rimonta scudetto, ma abbastanza per tenere a distanza il Napoli, evitando l’aggancio della Fiorentina in caso di sconfitta. E in questo caso, visto che i viola non avevano così tante assenze come i rossoneri, bisogna sottolineare anche i limiti della squadra di Italiano che offre tanto fumo e poco arrosto, al di là dei salvataggi provvidenziali di Maignan, il migliore dei rossoneri, come il suo collega Terracciano dall’altra parte.

LAMPO PULISIC - Senza lo squalificato Giroud e l’infortunato Leao, insieme soltanto in tribuna, il Milan all’inizio gira a vuoto perché il tridente inedito Chukwueze-Jovic-Pulisic non riceve mai un pallone giocabile. Pioli preferisce affidare la regia non al solito Krunic ma a Reijnders, tra Pobega e Musah, nella speranza di avere più profondità. Come non detto, invece, perché è la Fiorentina ad avvicinarsi di più alla porta grazie alla regia dell’ex rossonero Bonaventura. Di tiri, però, nemmeno l’ombra da una parte e dall’altra e così, dopo tanta noia e troppi passaggi laterali, o peggio arretrati, la partita si accenda improvvisamente grazie a Pulisic. L’americano sfrutta un rimpallo e scarica un gran destro che Terracciano alza a fil di traversa.

THEO DECISIVO - Il Milan trova fiducia e per altre due volte sfiora il gol, prima con un diagonale debole di Calabria, smarcato da Reijnders e poi, soprattutto, con un colpo di testa di Pobega deviato da Terracciano. A poco serve, così, il movimento di Beltran e Nico Gonzalez in attacco, perché la Fiorentina non concretizza mai il grande lavoro di Duncan e Bonaventura in mezzo al campo, limitandosi a una fiacca conclusione di Sottil. Il Milan, invece, continua a crescere e Jovic dopo un primo tempo anonimo riesce a smarcare Theo Hernandez che riprende a volare sulla sinistra e viene atterrato in area al momento del tiro dal suo dirimpettaio Parisi. E’ rigore netto, ma non espulsione del difensore viola, che lo stesso Hernandez trasforma alla perfezione senza far rimpiangere lo specialista Giroud. In vantaggio in pieno recupero, il Milan non potrebbe andare meglio negli spogliatoi.

ERRORE BELTRAN - Con Maxime Lopez al posto dell’ammonito Arthur dopo l’intervallo, la Fiorentina ha il dovere di cercare il pareggio e l’occasione migliore, dopo un colpo di testa di Chukwueze bloccato senza problemi da Terracciano, capita subito a Beltran che vola tutto solo verso Maignan, ma sbaglia il controllo permettendo così al portiere rossonero di anticiparlo al momento del tiro. La squadra di Italiano non trova il gol, ma in compenso il coraggio per cercarlo con maggiore convinzione. Bonaventura e compagni tolgono spazi ai rossoneri, schiacciando Thiaw e Tomori a ridosso di Maignan. Il Milan, per la prima volta, appare in difficoltà e rischia moltissimo quando una girata di Nico Gonzalez accarezza la traversa dando l’illusione del gol.

REGALO JOVIC - Pioli capisce che tira aria di pareggio, come a Napoli e a Lecce, e decide di regalare più forza fisica alla squadra rilanciando Loftus-Cheek al posto di Pulisic, mentre Italiano per motivi opposti cerca più agilità inserendo Nzola al posto dell’inutile Beltran. Tra un assalto e l’altro la Fiorentina chiede invano un rigore per un tocco di mano di Loftus-Cheek, ma l’arbitro Di Bello dopo aver ascoltato il parere del collega Mazzoleni al var decide di far continuare. Proprio nel suo momento più difficile, però, il Milan avrebbe l’occasione per raddoppiare ma Jovic, smarcato da Hernandez, spreca nel peggiore dei modi il pallone del 2-0 calciando addosso a Terracciano.

RECORD STORICO - La partita dell’ex viola in pratica finisce qui, perché poco dopo Pioli trova il coraggio di lanciare al suo posto Francesco Camarda, che con quindici anni e otto mesi diventa il più giovane esordiente di sempre in serie A, togliendo tra l’altro il primato rossonero a Paolo Maldini, che ne aveva sedici e mezzo quando Liedholm lo fece debuttare a Udine il 20 gennaio 1985. E’ un record storico che non basta, però, per evitare le sofferenze dei rossoneri, perché Maxime Lopez sfiora nuovamente il pareggio, negato proprio in chiusura da un miracoloso intervento di Maignan che respinge la conclusione dell’ultimo arrivato Mandragora. E siccome conta il risultato, specialmente quando c’è aria di crisi, al Milan va bene, anzi benissimo così.

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