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Se i tifosi del Milan, anziché passare il tempo a insultarmi, si fidassero un po’ più dei miei pronostici, sarebbero un po’ meno arrabbiati nella sconfitta e imparerebbero a trattare il calcio come il peggiore degli impostori. Avevo detto, infatti, che il Napoli era largamente favorito contro il Milan e il Napoli è uscito da San Siro con una vittoria (2-1) e tre punti che lo mantengono in vetta alla classifica a braccetto dell’Atalanta. Il Milan ha segnato un gol, colpito due traverse, attaccato complessivamente di più, ma ha perso. Perché, come avevo anticipato, il suo avversario sta vivendo uno stato di grazia assoluto, è bravo e fortunato, è compatto e, soprattutto - altra previsione azzeccata -, ha le riserve che sono spesso meglio dei titolari. Così, a dispetto della prova insufficiente di Raspadori, l’inserimento di Simeone al suo posto, ha fruttato il gol-vittoria. Mentre Krunic, schierato a sorpresa da Stefano Pioli al posto dello squalificato Leao, non è stato degno sostituto del portoghese. E, dopo di lui, nemmeno Messias che, pure, al pari di Krunic, ha chiamato Meret a una parata decisiva.

Leao, però, è un’altra cosa. Sventra la fascia con la sua falcata, è leggero come la brezza e flessibile come un giunco. Certo, a volte, è un po’ svagato, ma la sua assenza si è sentita pesantemente. Se a questo aggiungiamo che il Milan non aveva (e non avrà per lungo tempo) sia Rebic che Origi, il quadro alla vigilia di questa partita, era chiarissimo. Quando poi, all’intervallo, Pioli ha preferito togliere Kjaer e Calabria perché ammoniti (entrambi per interventi scorretti ai danni di Kvara), la panchina si è dimostrata ancora più avara: Dest, sostituto di Calabria, ha procurato il rigore per un fallo sul georgiano (intervento del Var), Kalulu (che aveva preso il posto di Kjaer) ha mandato sotto la traversa, ma non in rete, il tiro del possibilissimo 2-2.

Anche al Napoli mancava Osimhen, ma - come abbiamo visto - non l’ha fatto rimpiangere. Segno inequivocabile che il Napoli non dipende dall’attaccante nigeriano, così come non dipende da Kvaratskhelia. Oggi la squadra è un orchestra polifonica cui sovrintende Spalletti e, in campo, possiede un centrocampo di qualità (Anguissa, Lobotka e Zielinski), mentre dietro la difesa non concede nulla (eroico, nella fattispecie, Mario Rui).

Ovviamente non si può dire che, per il solo fatto che abbia sofferto, il Napoli non abbia meritato la vittoria. Avere un portiere che para (e finalmente Meret sta smentendo tutti) è un plus. Quanto alle traverse, più che agguati della malasorte, in fin dei conti sono solo conclusioni sbagliate. Di poco, ma sbagliate.

Come ci aspettavamo è stata una partita aperta e avvincente. Nel primo tempo, decisamente meglio il MIlan per controllo della gara, possesso della palla, occasioni propiziate. Ma, prima (13’), una deviazione ha mandato il colpo di testa di Giroud a colpire la parte alta della traversa. Poi (25’), ancora Giroud ha anticipato, in mezza rovesciata, il tocco che sarebbe potuto essere decisivo di Calabria. Infine (27’), da angolo di destra, Krunic ha colpito di testa e Meret è volato per il primo dei suoi interventi decisivi. 

Il Napoli, che si era visto solo per un colpo di testa di Politano, parato in due tempi da Maignan, ha cominciato meglio la ripresa. Dopo appena otto minuti (53’), Dest ha toccato in area il piede di Kvartskhelia. Il Var ha richiamato Mariani e il rigore, ancorché fiscale, è stato concesso. Dal dischetto, Politano ha battuto alla destra di Maignan che ha intuito. Il tiro, però, gli è sfilato sotto il braccio. 

I rossoneri si sono riversati nell’area degli azzurri e protagonista è diventato Theo Hernandez, con un colpo di testa (56’) deviato dalla schiena di Di Lorenzo. Dieci minuti (66’) e Pioli, dopo Dest e Kalulu, ha messo dentro Messias per Krunic e Diaz per Saelemaekers, mentre alla panchina del Napoli è arrivato l’ordine di sostituire l’acciaccato Politano con Zerbin e Raspadori con Simeone.

Il pareggio del Milan (69’) è stato preceduto da un tiro di Messias, ancora una volta deviato da Meret. Nulla però ha potuto il portiere del Napoli sul tocco a porta spalancata di Giroud. L’azione è stata splendida e l’ha avviata De Ketelaere aprendo a sinistra per l’avanzata prodigiosa di Theo Hernandez, inseguito invano da Zerbin. Il cross basso, all’indietro, è stato per l’attaccante francese che ha messo dentro comodamente. 

A quel punto, con San Siro che spingeva, il Milan è sembrato in procinto di sorpassare il Napoli. Ma al 77’, Mario Rui ha coronato la sua ottima partita con un invito a Simeone, salito in cielo, in anticipo su Tomori. La sua girata non ha lasciato scampo a Maignan

A quel punto, Pioli ha piazzato Adli per De Ketelaere. Ma è stato ancora il Napoli a impegnare il portiere francese con Zerbin (botta di destro neutralizzata in due tempi). E paradossalmente, con il Napoli sbilanciato in avanti, Kalulu ha avviato e concluso un contropiede, passato per i piedi di Diaz e poi, come sempre, dal sinistro di Theo, che ha messo il difensore rossonero davanti alla porta. Il tiro era a colpo sicuro, fortissimo, sotto la traversa. L’ha centrata, ma la palla è tornata in campo ed è schizzata via. 
Era l’85’, ma né i restanti minuti, né i sei di recupero hanno cambiato la gara. Il Napoli vince, il Milan recrimina



IL TABELLINO

Milan-Napoli 1-2   (primo tempo 0-0)


Marcatori: 10’ st rig. Politano (Nap), 24’ st Giroud (Mil), 33’ st Simeone (Nap)

Assist: 24’ st Hernandez (Mil), 33’ st Mario Rui ( Nap)

Milan (4-2-3-1): Maignan; Calabria (dal 1’ st Dest), Kjaer(dal 1’st Kalulu), Tomori, Theo; Bennacer, Tonali; Saelemaekers (dal 21’ st Messias), De Ketelaere (dal 35’ st Adli) Krunic (dal 21’ st Díaz) Giroud. A disp.: Mirante, Tatarusanu, Gabbia, Kalulu, Dest, Thiaw, Ballo-Touré, Pobega, Vranckx, Bakayoko, Brahim Diaz, Adli, Messias, Lazetic. All.: Pioli

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Kim, Rrahmani, Mario Rui (dal 46’st Oliveira) Anguissa, Lobotka, Zielinski (dal 40’ st Ndombele) Politano (dal 21’ st Zerbin) Raspadori (dal 21’ st Simeone) Kvaratskhelia (dal 40’ st Elmas)A disp.: Sirigu, Marfella, Juan Jesus, Ostigard, Olivera, Zanoli, Elmas, Gaetano, Ndombele, Zerbin, Lozano, Simeone. All.: Spalletti.

Ammoniti: 16’ pt Kjaer (Mila), 45’ pt Calabria (Mil), 8’st Krunic (Mil), 28’ st Tomori (Mil), 41’ st Zerbin (Nap).



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