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Contro un Venezia già retrocesso in Serie B prima di scendere in campo per colpa (o merito?) della Salernitana, la Roma (con Spinazzola titolare in A dopo 406 giorni e Zaniolo fuori: affaticamento muscolare) chiude il campionato all'Olimpico con un pareggio (1-1) che sa tanto di sconfitta, ovviamente in chiave Europa. Alla Roma (quattro pali all'attivo e, per ora, sesto posto in classifica) non basta giocare più di un'ora con l'uomo in più per vincere la gara. Discorso Europa rimandato all'ultima giornata, insomma, in attesa delle gare delle prossime ore delle dirette concorrenti per un posto nelle competizioni continentali della prossima stagione.

LA PARTITA - In un Olimpico ancora una volta sold out, il Venezia passa in vantaggio dopo 48 secondi di gioco con Okereke, che gira di testa alle spalle di Rui Patricio un suggerimento nel cuore dell'area giallorossa di Aramu. La reazione della Roma porta ad un legno colpito da Pellegrini su calcio di punizione poi, intorno alla mezzora, il Venezia resta in 10 per l'espulsione di Kiyine, calcione a palla lontana a Pellegrini (rosso con Var). Roma tutta all'attacco, allora, e Venezia rannicchiato davanti alla propria area. Gara a senso unico, in pratica. Ma Roma poco lucida, apparentemente stanca (Abraham su tutti) e un po' troppo prevedibile nelle trame offensive. E, all'intervallo, ancora ospiti in vantaggio.

SCOSSA A META' - Tre cambi di Mou in avvio di ripresa: dentro Karsdorp, El Shaarawy e Zalewski al posto di Maitland Niles, Spinazzola e Kumbulla. Roma super offensiva, Cristante colpisce la traversa da fuori area e Pellegrini un altro legno su un'altra punizione. E sono tre. Fuori Veretout, dentro anche Shomurodov. Si gioca a una porta, il portiere Maenpaa diventa protagonista acrobatico, poi - però- nulla può dopo un'ora e un quarto di gioco sul destro a botta sicura di Shomurodov. Dentro pure Volpato per Carles Perez, allora. Quarto legno romanista con Zalewski, a seguire. E poi il fischio finale di Sozza.

E ORA? - Il Torino in trasferta, venerdì, per chiudere all'europea il campionato, poi per la Roma comincerà il lento (ma non troppo) avvicinamento alla finale di Tirana contro il Feyenoord. Un'occasione ghiotta assai per riportare - dopo 14 anni - un trofeo nella bacheca di Trigoria e per dare connotati indimenticabili alla prima stagione di Josè Mourinho sulla panchina giallorossa. La Conference League è il terzo trofeo continentale, vero, ma da troppi viene trattata come una specie di Coppa del Nonno. C'è chi l'ha definita pubblicamente una manifestazione per Paesi sottosviluppati, chi l'ha paragonata alla vecchia e cancellata da anni Coppa delle Coppe e chi ha parlato e scritto di competizione farsa: in realtà, qualsiasi torneo continentale dovrebbe meritare rispetto, ma l'impressione che troppo spesso si sia denigrata la Conference per denigrare Mourinho, il suo presente e pure il suo passato. Mou, forse è bene ricordarlo, non ha nessuna “colpa” se la Roma si è trovata a giocare la terza coppa europea; se mai, lui ha avuto il merito (e con lui la sua squadra) di arrivare fino alla finale. Dire o scrivere questo non significa adulare il portoghese, ma semplicemente fare cronaca. Cosa che, di questi tempi, rimane difficile per molti, tanti, troppi. Specie per chi trasforma le proprie opinioni in notizie.


IL TABELLINO

Roma-Venezia 1-1 (Primo tempo 0-1)

Marcatori: 1' Okereke, 76' Shomurodov

Assist: 1’Aramu
Ammoniti: Kiyine (V), Vacca (V), Spinazzola (R), Okereke (V), Pellegrini (R)
Espulsi: Kiyine (V)

ROMA: Rui Patricio; Kumbulla (46' El Shaarawy), Smalling, Ibañez; Maitland-Niles (476 Karsdorp), Cristante, Veretout (60' Shomurodov), Spinazzola (46' Zalewski); Carles Perez, Pellegrini, Abraham.
A disp.: Fuzato, Keramitsis, Viña, Sergio Oliveira, Diawara, Bove, Darboe, Volpato.
All.: Mourinho.

VENEZIA: Maenpaa; Ampadu, Caldara, Ceccaroni, Mateju (65' Peretz), Crnigoj (80' Ebuehi), Vacca (29' Fiordilino), Haps; Aramu (65' Svoboda), Kiyine; Okereke (80' Johnsen). All.: Soncin.

Arbitro: Sozza