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Dopo il caso di razzismo nella gara di ieri tra Cadice e Valencia con Diakhaby protagonista, il presidente bianconero Anil Murthy ha parlato dell'episodio: "Ieri abbiamo assistito a un atto di razzismo, non può essere definitivo in altro modo. Il nostro giocatore Mouctar Diakhaby è stato vittima di un insulto razzista da parte di Juan Cala. E anche se il giocatore lo nega, sappiamo tutti che è così. Questo comportamento è intollerabile nel calcio, non deve passare il messaggio che senza telecamere si può fare tutto. Io credo a quello che dice il mio giocatore e chi ha visto la partita in tv ha potuto vedere quello che è successo, un fatto talmente grave da far uscire tutti i nostri giocatori dal campo. 

INDAGINE - "Non abbiate dubbio, il Valencia andrà fino in fondo per difendere Diakhaby e combattere per evitare questi episodi anche in futuro. Stamattina abbiamo parlato con la Federazione per convincerli ad aprire un'inchiesta su quanto accaduto. Ci dispiace che dopo la gara non c'è stata nessuna intenzione di fermare la partita e che sono stati i nostri giocatori a dover uscire. Adesso vorrei vedere qualche azione per cambiare questi protocolli e proteggere i giocatori. Altrimenti diamo un cattivo esempio; ancora non capiamo perché, dopo l'insulto razzista e l'ammonizione, in questo caso il regolamento non ha tutelato Diakhaby".
CAMBIAMENTO - "E' un aspetto che deve cambiare. E' già successo in altri campionati e dovrà succedere anche in Spagna. Non possiamo fare finta di niente in una situazione così grave, adesso è ora di cambiare. Ieri è stato fatto un passo indietro nella lotta al razzismo, il calcio invece deve essere un esempio per la società".