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    Il prossimo allenatore del Milan lo deve scegliere Ibrahimovic. E c'è un preferito

    Il prossimo allenatore del Milan lo deve scegliere Ibrahimovic. E c'è un preferito

    • Sandro Sabatini
      Sandro Sabatini
    Quasi una formazione: Antonio Conte, Thiago Motta, De Zerbi, Lopetegui, Fonseca, Galtier, Gallardo, Conceiçao e Rose. Sono nove candidati ad allenare il Milan, tutti elencati tra ieri, oggi e domani. Il decimo è Van Bommel. In porta, a parare l’imparabile ormai, ci sarebbe quello che ormai non corre più per la panchina: Stefano Pioli.

    Prima che inizi la solita storia dei social sui giornalisti che inventano notizie di calciomercato, meglio una precisazione, che dovrebbe essere scontata ma non lo è, considerato quel che si legge e si ascolta sul web. I giornalisti non inventano nulla. Riportano confidenze di dirigenti e procuratori e generici addetti ai lavori. Quindi, queste dieci candidature vengono prese realmente in considerazione dal Milan. E così non va bene. Per un motivo semplice: solo Ibra deve scegliere l’allenatore. E non attraverso un casting cinematografico o qualche suggerimento dell’intelligenza artificiale.



    Ibrahimovic vorrebbe Marc Van Bommel, l’olandese suo compagno in rossonero nel 2011. Ma la carriera da giocatore non conta, anzi può confondere le idee. MVB, le stesse iniziali di Van Basten, per restare in tema nostalgia milanista, ha una carriera in panchina recente ma già non banale.
    Ma non contano le credenziali, conta il principio. Il prossimo allenatore del Milan lo deve scegliere Ibra. Sennò, salta tutto.

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